Cittadini stranieri senza rappresentanza, il caso approda al Tar del Lazio
Per oltre dodici anni quella poltrona è rimasta vuota. Nessuna voce ufficiale a rappresentare nelle istituzioni capitoline le centinaia di migliaia di cittadini stranieri che vivono, lavorano e crescono figli a Roma.
Ora quel vuoto rischia di trasformarsi in un caso politico e giudiziario destinato a esplodere nel pieno della lunga marcia verso le prossime elezioni comunali.
Un gruppo di associazioni attive sul fronte dei diritti dei migranti e della rappresentanza civica ha deciso di portare il Campidoglio davanti al Tar del Lazio, accusando l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri di non aver mai dato applicazione a una precisa norma dello Statuto di Roma Capitale: l’articolo 20, quello che prevede l’elezione dei cosiddetti consiglieri aggiunti, rappresentanti delle comunità extra-Ue con diritto di partecipazione ai lavori dell’Assemblea Capitolina e delle commissioni consiliari.
Non hanno diritto di voto, ma possono intervenire nel dibattito pubblico e istituzionale, portando dentro il Campidoglio le istanze di una fetta sempre più ampia della città. Una figura pensata per dare voce ai residenti stranieri e che, però, a Roma è scomparsa da oltre un decennio.
Gli ultimi consiglieri aggiunti lasciarono Palazzo Senatorio nel dicembre del 2013. Da allora, il meccanismo si è fermato.
Prima con l’amministrazione Marino, poi durante il quinquennio di Virginia Raggi e infine sotto la giunta Gualtieri. Tre consiliature consecutive senza elezioni e senza rappresentanza.
Dietro il ricorso ci sono le associazioni Sportello Migrante 49, Italiani Senza Cittadinanza, Dhuumcatu e MuRo27, nuova realtà nata all’interno della comunità musulmana romana.
A fine marzo avevano inviato una diffida formale al Comune chiedendo il ripristino della procedura prevista dallo Statuto. Nessuna risposta, sostengono i promotori. Da qui la scelta di rivolgersi ai giudici amministrativi.
Il tema non riguarda soltanto un cavillo burocratico. Sullo sfondo c’è il peso crescente della popolazione straniera nella Capitale: circa il 13 per cento dei residenti, con punte che in alcuni municipi superano il 20 per cento.
Numeri che raccontano una città cambiata profondamente negli ultimi vent’anni, ma che secondo le associazioni continua a non tradurre quella trasformazione in una reale partecipazione istituzionale.
Ed è proprio qui che la vicenda assume una dimensione politica. I promotori del ricorso contestano apertamente al centrosinistra romano di aver sostenuto per anni battaglie pubbliche sui diritti civili senza però affrontare concretamente il nodo della rappresentanza.
Un’accusa resa ancora più pesante dal fatto che nel 2022 l’Assemblea Capitolina aveva approvato una mozione sul tema, rimasta però senza seguito operativo.
Durante la conferenza stampa organizzata nella sede di Arci Solidarietà, l’assenza di rappresentanti della maggioranza capitolina non è passata inosservata. “Si parla continuamente di inclusione e integrazione – hanno sottolineato gli organizzatori – ma poi si lasciano senza voce istituzionale intere comunità che fanno parte della città”.
Le rivendicazioni si allargano ben oltre il tema dei consiglieri aggiunti. Sul tavolo finiscono le difficoltà nell’ottenere documenti e residenze, i problemi legati agli affitti, le lungaggini burocratiche e l’accesso ai servizi pubblici. Questioni quotidiane che, secondo le associazioni, alimentano marginalità e distanza dalle istituzioni.
Ora la parola passa al Tar. L’obiettivo del ricorso è ottenere un pronunciamento che obblighi il Campidoglio a indire finalmente le elezioni.
E se il Comune dovesse continuare a non intervenire, i ricorrenti sono pronti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca all’amministrazione.
Per la giunta Gualtieri si apre così un nuovo fronte delicato, in una fase già segnata dai grandi dossier urbanistici, dal Giubileo e dalle tensioni sociali nelle periferie.
E mentre Roma si prepara alla prossima campagna elettorale, la battaglia sulla rappresentanza dei cittadini stranieri promette di diventare uno dei temi più sensibili del dibattito politico cittadino.
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