The Boys 5: una scena dell’episodio 7 ricalca un momento iconico dei fumetti (e potrebbe incidere sul finale)
ATTENZIONE! Questo articolo contiene spoiler sulla quinta stagione di The Boys. Se non hai ancora visto gli episodi, non proseguire nella lettura.
L’episodio 7 della quinta stagione di The Boys ha spostato la serie in una zona dove non c’è più ritorno. Con la morte di Frenchie e l’ascesa definitiva di Patriota a una sorta di divinità autoproclamata, lo show di Amazon Prime Video ha accelerato verso il suo epilogo in modo brutale e inaspettato. Ma è una scena specifica, apparentemente tranquilla nella sua crudeltà, a suggerire che il confronto finale tra Butcher e il suo nemesi potrebbe rispecchiare fedelmente uno dei momenti più iconici del fumetto originale.
La scena in questione mostra Patriota rilassato nello Studio Ovale, non come ospite ma come vero padrone. Quando il Presidente degli Stati Uniti entra nella stanza, il Super più potente del mondo gli chiede se sia un vero credente. Ashley, una delle nuove Super introdotte in questa stagione, viene costretta a leggere la mente del Presidente. La risposta è eloquente: l’uomo non crede affatto che Patriota sia Dio. La reazione del protagonista è immediata e spietata. Il Presidente viene ucciso sul colpo, e Patriota diventa di fatto il vero leader della nazione.
Questa mossa posiziona Patriota esattamente dove i lettori dei fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson si aspettavano di trovarlo: alla Casa Bianca, pronto per l’ultimo atto. Nel materiale originale, il confronto finale tra Butcher e Patriota avviene proprio davanti al simbolo supremo del potere americano, un duello che racchiude il senso ultimo della serie: la critica feroce al nazionalismo, al culto della personalità e alla divinizzazione dei potenti.
Avere lo scontro finale alla Casa Bianca sarebbe il modo perfetto per chiudere il cerchio. Innanzitutto perché Patriota ha lavorato per arrivare a quel punto fin dall’inizio della quarta stagione. Il suo desiderio di controllo totale, mascherato da patriottismo malato, trova nella poltrona presidenziale il suo traguardo logico. In secondo luogo, perché la Casa Bianca non è solo un edificio: è un’icona globale, il simbolo di un potere che Patriota ha sempre invidiato e disprezzato allo stesso tempo. Vedere quel luogo trasformato in un campo di battaglia tra due uomini consumati dall’odio ha un peso visivo e narrativo enorme.
Ma cosa succederà dopo la morte di Patriota, ammesso che arrivi? Anche qui il fumetto offre una traccia inquietante. Butcher, nel materiale originale, non trova pace nell’uccisione del suo nemico. Anzi, si convince che l’unico modo per liberare il mondo dai Super sia eliminarli tutti, compresi i suoi compagni. Frenchie, Kimiko e LM vengono uccisi da Butcher stesso, in un climax di violenza nichilista che porta al vero duello finale: Hughie contro Butcher. È Hughie a vincere, uccidendo l’uomo che lo ha trascinato in questo inferno, per poi ritirarsi a vivere una vita tranquilla con Starlight.
La serie TV ha accennato a questo percorso, soprattutto attraverso il virus anti-Super che Butcher ha creato. Tuttavia, nelle ultime settimane questo elemento narrativo è passato in secondo piano, lasciando gli spettatori nel dubbio su quanto la serie seguirà fedelmente il finale del fumetto. Frenchie è già morto, ma in circostanze diverse. Il virus esiste, ma non è ancora stato usato su larga scala. Butcher è sempre più instabile, ma fino a che punto spingerà la sua crociata?
L’episodio 7 ha messo tutti i pezzi sulla scacchiera. Patriota al potere, Butcher in bilico tra vendetta e autodistruzione, i Boys decimati ma non sconfitti. La Casa Bianca come palcoscenico. Manca solo l’ultimo atto, quello che dirà se questa serie ha avuto il coraggio di concludersi all’altezza delle premesse. E se le premesse includono un duello davanti al simbolo del potere americano, con tutto il peso simbolico e visivo che comporta, allora sarà un finale che lascerà il segno.
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