Marche

Il Lago di Pilato è in salute, i due bacini pronti a unirsi. Da foto e testimonianze emergono segnali incoraggianti. Non accadeva dal 2018


MONTEMONACO Il Lago di Pilato sta tornando. L’unico lago naturale delle Marche ha iniziato a riformarsi. Le immagini mostrano la conca completamente imbiancata dalle nevicate dei giorni scorsi e un primo specchio d’acqua già formatosi nel bacino più a valle. Il processo di disgelo si verifica di solito tra maggio e giugno, con la lenta comparsa di due piccoli laghi separati. 

Segnali incoraggianti

Quest’anno, sebbene sia ancora presto, i segnali appaiono incoraggianti: i due bacini potrebbero raggiungere dimensioni tali da colmarsi e unirsi in un unico lago, evento che non si verifica dal 2018. La conferma arriva dagli scatti e dalle testimonianze di escursionisti come Luca Stortoni, che ha documentato l’inizio della rinascita del lago. Fondamentali i prossimi giorni: precipitazioni regolari potrebbero favorire la piena rinascita del lago e consentirgli di resistere fino all’autunno, come accadeva in passato. Negli ultimi anni, a causa della siccità e delle scarse precipitazioni nevose, il Lago di Pilato ha attraversato stagioni difficili. Si prosciugò completamente nel 1990 e nel 2002, mentre dal 2017 in poi è scomparso durante ogni estate. Solo otto anni fa i due bacini che lo compongono tornarono a unirsi in modo evidente, come avveniva più frequentemente un tempo.

Area da tutelare

Il Lago di Pilato rappresenta un ecosistema estremamente fragile, reso ancora più vulnerabile dai cambiamenti climatici e dagli effetti del sisma. Per questo motivo è fondamentale frequentare l’area con il massimo rispetto, seguendo le norme di tutela e conservazione, affinché questo patrimonio naturale sia preservato. Nelle sue acque vive un piccolo crostaceo unico al mondo: il chirocefalo del Marchesoni. Di colore rosso corallo e lungo poco più di un centimetro, è simile al plancton di cui si nutrono le balene. Fu individuato nel 1954 dal botanico Vittorio Marchesoni, da cui prende il nome. Oltre alla rarità e all’habitat insolito, il chirocefalo è noto per la straordinaria capacità di resistere agli stress climatici: le sue uova, protette da particolari membrane, possono sopravvivere anche al completo prosciugamento del lago, schiudendosi quando le condizioni ambientali tornano favorevoli.




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