Trentino Alto Adige/Suedtirol

L’Alto Adige ha bisogno di un altro canile

Un nuovo rifugio per animali nell’ovest dell’Alto Adige per colmare un vuoto territoriale diventato sempre più evidente dopo la chiusura della struttura di Naturno e,allo stesso tempo, alleggerire la pressione sul canile Sill di Bolzano. È questa la richiesta contenuta in una proposta di delibera depositata dal consigliere provinciale Jürgen Wirth Anderlan. Una richiesta nemmeno nuova perchè la politica provinciale conosce da tempo questa esigenza senza aver concretizzato nulla di alternativo. 

Il documento parte da una constatazione precisa: il sistema altoatesino dei rifugi per animali sta mostrando criticità crescenti. In particolare il canile Sill di Bolzano, interamente finanziato dalla Provincia e inserito nel perimetro dell’Azienda sanitaria, sarebbe da tempo sottoposto a un forte stress operativo, anche per la gestione di cani classificati come pericolosi, con conseguenti problemi di capacità ricettiva, sicurezza e gestione quotidiana. Nel testo si ricorda come la Provincia sostenga economicamente anche altre strutture, tra cui il rifugio di Vandoies di Sopra, il centro recupero avifauna di Castel Tirolo e il centro tutela specie di San Giorgio (in attesa che il Comune di Bolzano faccia la sua parte per quello del CRAB). La situazione si sarebbe però complicata con la chiusura, nel marzo 2025, del rifugio Naturno-Ultimo, che copriva una parte importante del territorio occidentale della provincia.

Secondo quanto riportato nella proposta, la chiusura sarebbe stata determinata da diversi fattori: una struttura provvisoria non più adeguata, costi di gestione elevati, problemi infrastrutturali e il mancato reperimento, per anni, di una sede definitiva. Elementi che hanno sfibrato anche i volontari.  Wirth Anderlan sostiene che da tempo esisterebbero interlocuzioni per colmare questa lacuna e cita anche la possibilità di un’area nei pressi dell’impianto di biogas delle Tisner Auen, pur sottolineando come manchino ancora informazioni concrete su costi, finanziamenti e disponibilità degli spazi.

La proposta chiede quindi quattro passaggi precisi: la verifica della fattibilità di un nuovo rifugio, con particolare attenzione proprio all’area delle Tisner Auen; la predisposizione di un progetto condiviso con associazioni animaliste ed esperti; un sostegno economico provinciale per realizzare le strutture; infine la valutazione di contributi continuativi per la gestione, sul modello di altre realtà già operative. L’obiettivo dichiarato è duplice: migliorare la gestione degli animali randagi nell’ovest dell’Alto Adige e ridurre il carico su Bolzano, rafforzando al tempo stesso il supporto ai Comuni chiamati a gestire situazioni spesso complesse.

✍️ Alan Conti 







Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »