Calabria

Capolavoro Catanzaro nel segno di Iemmello

È una squadra che può segnare una nuova generazione di tifosi perché vince e diverte più di quanto non avesse fatto negli anni precedenti: un passo alla volta, sempre più in alto. Siccome il segno che viene impresso riguarda soprattutto la Gen Z, i ragazzi nati e cresciuti in questo Millennio che l’epopea del grande Catanzaro l’hanno solo ascoltata dai genitori o vista attraverso Youtube, si può tranquillamente prendere in prestito una parola dal loro slang per definire il modo in cui i giallorossi hanno fatto la partita contro il Palermo: aura. Cioè carattere, personalità, un’energia particolare, magnetica, che davvero sembrava avere qualcosa in comune con la magia e che per questo ha esaltato tecnica, tattica e agonismo. In quell’apoteosi che è stato il 3-0 del “Ceravolo” è stato evidente chi era quello che ne irradiava più di tutti: Pietro Iemmello.
Mattatore, trascinatore, dominatore della scena, della partita e degli avversari. E capitano vero, un campo e dopo, quando ha provato a circoscrivere l’incendio dell’entusiasmo invitando tutti alla calma, “Capraro” compresa, nei festeggiamenti del dopo-gara: «Gioia sì, ma andiamoci piano» era come se dicesse con quel gesto sotto la curva, mani con i palmi rivolti verso il basso, l’attaccante trentaquattrenne, arrivato a quota 13 gol stagionali e 86 in giallorosso con una doppietta che l’ha portato a sei centri nei playoff di B, i primi in una semifinale.
«Lì a Palermo sarà dura, ma abbiamo giocato come se fosse un sogno e questo può fare la differenza contro avversari come loro», ha detto poi Iemmello, che ha ribadito il suo invito a tenere alta la guardia e non dare nulla di scontato: «La storia del campionato di B dice che chi gioca in casa ha un’energia diversa e, com’è stato per noi in quest’occasione, varrà anche per loro mercoledì, quindi se vogliamo la finale dovremo moltiplicare le energie di stasera perché contro una squadra così forte non puoi stare tranquillo nemmeno con tre reti di vantaggio».
Le due firme di Pietro hanno raggiunto un’altra cifra tonda particolare, ma che dà l’idea della completezza del centravanti: 20 gol di testa da quando è in giallorosso, compreso il primo in assoluto a Messina. «Il colpo di testa non è il mio forte e Cassandro mi ha messo una gran palla», si è schermito lui, chiaramente smentito dai numeri: le incornate vincenti sono cinque in questa stagione, sei in quella precedente e quattro nella prima dal ritorno in B, contro difensori generalmente più alti e in teoria più forti nel gioco aereo. Non sarà il suo forte, ma Iemmello finisce sempre fra i top della categoria in questo fondamentale.
Ora, per esempio, ha raggiunto Pohjanpalo. In realtà il “peso” di Iemmello, per la squadra e sulla partita, è stato maggiore dei due gol o dell’assist per il 3-0 di Liberali. «Le dediche vanno a mia figlia, mia moglie e a tutto il popolo giallorosso. Mercoledì dovremo giocare con “ignoranza”, per una città che non potrà esserci, come se fossimo 0-0 perché se metteremo il pullman davanti alla porta ne prenderemo cinque. Serviranno coraggio e la capacità di fare la nostra partita: non ci siamo mai snaturati e avremo la necessità di portare avanti la nostra proposta di gioco in uno stadio importante come il “Barbera”, contro una squadra attrezzata per vincere il campionato e che nel torneo ha fatto 13 punti in più di noi. Però noi sogniamo e percorreremo questo sogno finché sarà possibile. Non abbiamo nulla da perdere».


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