Musei storici di Trieste, ecco le mostre previste fino a giugno 2027
19 maggio 2026 – ore 07:00 – Il circuito dei musei cittadini prevede, grazie alle proprie sale espositive, una continua successione di piccole e grandi mostre, legate di solito a prestiti da altri musei e materiale proveniente dall’archivio e dal deposito di riferimento. In alcuni casi, un buon esempio è il Gopcevich con la Fototeca e il Civico Museo Teatrale, la mostra richiama più visitatori del Museo stesso; certo è un importante traino culturale.
Tramite la delibera della giunta comunale n. 233, dell’11 maggio 2026, proposta dall’Assessore alle Politiche della Cultura Giorgio Rossi e pubblicata sull’Albo pretorio, si è giunti a conoscere quali saranno le prossime mostre nei Musei Storici (e non, attenzione scientifici o artistici): una carrellata stavolta molto specialistica, quasi accademica per alcune proposte.
Rientra senza dubbio nella categoria la mostra ‘Cranio C – patrimonio paleoantropologico mondiale‘, prevista negli spazi del Museo d’Antichità JJ Winckelmann. Si tratta di una collaborazione transfrontaliera con il Museo di Storia Naturale di Zagabria che consentirà di avere in prestito il reperto fossile ‘Cranio C’, un esempio unico a livello internazionale di resto neandertaliano, afferente alla collezione di Krapina, uno dei siti più importanti del Pleistocene medio in Europa. Chissà che la mostra non rivitalizzi la ricca, ma poco frequentata sezione dedicata alla protostoria del Museo, situata al secondo piano.
Sempre al Winckelmann, tra novembre 2026 e febbraio 2027, è prevista la mostra ‘I Liburni‘, a cura della Comunità Croata di Trieste/ Hrvatska Zajednica u Trstu. L’esposizione conclude la trilogia dedicata ai popoli preromani dell’Adriatico nordorientale, avviata nel 2018 con un buon successo di pubblico. La mostra intende illustrare l’evoluzione culturale di questo popolo illirico, noto per le capacità navali, pirateria e ruolo delle donne, e il loro insediamento lungo la costa adriatica e alcune colonie in Italia centrale. Saranno presenti reperti provenienti da Zara e Venezia, tra cui monili, armi e oggetti di uso
quotidiano.
Il centenario della morte di Carlo de Marchesetti offrirà invece l’occasione, tra ottobre e novembre 2026, per una mostra in suo onore nella Sala Selva di Palazzo Gopcevich, dedicata alle ricerche nei castellieri presenti nei dintorni di Trieste: una collaborazione, ormai ben rodata, tra i Musei Storici e i Musei Scientifici, in sinergia con la Società di Preistoria e Protostoria del Friuli Venezia Giulia.
Sempre nella stessa sala, tra aprile e giugno 2027, è prevista la realizzazione della mostra ‘Mario Maranzana, attore, autore, regista, uomo di cultura‘, tutta dedicata al poliedricissimo lato artistico dell’uomo, a cura dell’Associazione Casa del Cinema di Trieste.
Quando il piccone risanatore iniziò ad azzannare Città vecchia e il ghetto dietro piazza Unità, si tenne poi la mostra del regime ‘Trieste scomparsa o destinata a scomparire‘, dove si ricordava, con toni da propaganda, il ‘vecchiume’ demolito. Era il 1927; a cent’anni di distanza la mostra verrà riproposta con le foto originali dalla Fototeca, tuttavia aggiungendovi una rilettura critica che continui nel secondo dopoguerra e appprodi alla modernità, restituendo un’immagine della città tutt’oggi stretta tra rinnovamento e conservazione. Anche quest’esposizione si terrà alla sala Selva, stavolta da dicembre 2026 a marzo 2027.
Il Museo di guerra per la pace ‘Diego de Henriquez’ organizzerà invece, nella propria sala espositiva, una mostra dedicata ai paracadutisti, intitolata ‘80° anniversario della fondazione della sezione di Trieste‘, non a caso organizzata dall’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia – Sezione Trieste. Sono previsti materiali storici, uniformi, filmati e materiali didattici sulla storia del paracadutismo, “con la finalità di far conoscere alle nuove generazioni le gesta dei paracadutisti”.
Articolo di Zeno Saracino




