Puglia

Educazione sessuale a scuola, a Triggiano si può con un progetto

In Italia, l’educazione sessuale nelle scuole non è a oggi obbligatoria. Resta un tabù, di recente tornato al centro del dibattito relativamente all’obbligo – richiesto dal ministero – del previo consenso delle famiglie degli studenti che frequentano gli istituti secondari, di primo e secondo grado. Eppure è importante, tantissimo, se ne solleva la necessità ogni volta che la cronaca restituisce fatti violenti che riguardano proprio i più giovani. C’è chi ne ha capito la necessità, e ha avviato un percorso con esperti per rendere gli alunni più consapevoli: l’istituto tecnico “De Viti De Marco” di Triggiano ha adottato il progetto “Amami giocando school” ideato e proposto da Antonella Amoruso e Anna Nadia Amoruso di Jujube srl (start-up che si occupa di tutto ciò che riguarda la sessualità consapevole, dalle consulenze psicologiche all’inclusività e alla guida nella scelta di prodotti intimi). Il percorso educativo è stato incentrato proprio sull’affettività e la sessualità, ponendo attenzione anche ai concetti di identità e consenso, fino alla disabilità.

“L’obiettivo è quello di affrontare all’interno delle scuole temi spesso assenti o trattati in modo frammentario – dicono le ideatrici – Il nostro progetto si basa su un approccio interattivo, esperienziale e inclusivo, che mette al centro il dialogo, il confronto e la partecipazione attiva degli studenti”. Per due anni, ragazze e ragazze hanno parlato, si sono confrontati, hanno posto domande e cercato risposte, hanno avuto a che fare con professionisti, associazioni e realtà del territorio. Hanno avuto modo di capire e sapere di più, superare pregiudizi e falsi miti e imparare così a crescere con serenità e a convivere nel rispetto degli altri. Ora sono pronti. Dopo due anni di lavoro, il 20 maggio alle 9 nell’auditorium della scuola presenteranno l’esito del percorso: uno spot audiovisivo che affronta il tema del consenso. Punto cardine, quando si parla di sessualità e dei corpi degli altri, e gli studenti l’hanno affrontato con la loro sensibilità: “Il corto affronta il tema del consenso attraverso una situazione quotidiana fra due ragazzi – fanno sapere le responsabili del progetto – e porta al centro un messaggio preciso: anche una persona con disabilità ha diritto a scegliere, desiderare, rifiutare e dire “no””. “Lo spot nasce con l’obiettivo di superare stereotipi e pregiudizi legati alla sessualità e alla disabilità – continuano – promuovendo una riflessione sul rispetto, sull’autodeterminazione e sull’inclusione”.

Sembra qualcosa di poca rilevanza, lontano dalle esigenze dei più giovani. E invece il progetto “Amami giocando school” ha una portata enorme, traccia una strada che si deve necessariamente percorrere per una società migliore. L’iniziativa ha il sostegno della Regione Puglia e numerosi partner e collaborazioni: Cama – Centro assistenza malati Aids; Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare; Sensuability/Nessuno tocchi Caino; Disabili attivi; ZeroBarriere e i dottori Michele Massimo Laforgia e Azzurra Carrozzo.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »