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Informazione Campania – SALERNO – TEMPI MODERNI PRESENTA “NAVIGHIAMO SU FRAGILI VASCELLI”: GLI APPUNTAMENTI DAL 18 AL 23 MAGGIO

Ieri sera, introdotta da 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐦𝐦𝐞, ha avuto inizio  la sezione Visioni de “I racconti del Contemporaneo”. Per l'occasione sono  intervenuti 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 (Presidente della  Fondazione Tosi) e 𝐆𝐢𝐚𝐧 ...

Con il ritratto, potente, di Laura Santi, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, realizzato da Guido Harari, la grande mostra diffusa “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André” ha inteso affrontare il delicatissimo tema del fine vita in relazione alle note di quella “Preghiera in gennaio”, supplica laica rivolta a Dio, che chiede misericordia per un uomo (Luigi Tenco) morto suicida.

Su questo argomento, oggi (lunedì 18 maggio) alle ore 17.00, presso la Fondazione Ebris l’incontro “La morte, amica. La dignità nel congedo”
in collaborazione con la Fondazione. Tra le domande che l’incontro intende porsi: il diritto di disporre della propria vita è assoluto, o esiste un dovere sociale (o morale) di preservarla in ogni caso? E ancora, la sofferenza (psichica o fisica) è una parte inalienabile dell’esperienza umana o un male da eliminare a ogni costo se il soggetto lo richiede? Saranno gli ospiti: Pina Salomone, Antonella Grandinetti, Francesco Di Paola, Francesco Adorno e Giulio Corrivetti a tentare di fornire delle risposte a queste e ad altre domande o, quantomeno, a indurre a ragionare insieme su temi tanto delicati, con grande rispetto.
Ricordiamo che in Italia non esiste una normativa sul suicidio assistito, sebbene la Corte Costituzionale abbia chiarito quali condizioni devono essere soddisfatte per rendere legittimo il suicidio medicalmente assistito. L’incontro sarà moderato dal giornalista Davide Speranza i saluti sono affidati a Marco Russo, presidente dell’Associazione Tempi Moderni.

Dare voce ai diritti di un mondo ancora ghettizzato. E questo che anima la fotografia Lina Pallotta in mostra a Palazzo Fruscione con alcuni scatti dedicati a Porpora Marcasciano, storica attivista trans italiana che insieme alle fotografie di Lisetta Carmi e di Luciano Ferrara, raccontano il travaglio emotivo di ritrovarsi in un corpo che non ci appartiene che Fabrizio De André ha cantato nella sua “Princesa”. Tra gli appuntamenti della rassegna “Navighiamo su fragili vascelli”, sarà ospite, mercoledì 20 maggio (ore 20.00) a Palazzo Fruscione, Lina Pallotta. La fotografa dialogherà con la curatrice Suleima Autore. Sarà un racconto sulla sua fotografia, intensa e profondamente libera, nella quale l’immagine si fa racconto, testimonianza, vibrazione del vissuto. Tra tensione poetica e impegno civile, il suo occhio ha saputo restituire corpi, amori, lotte e solitudini in tutta la loro irriducibile presenza, consegnando alla fotografia la forza di una verità intima e universale. Ad introdurre l’incontro, la giornalista Monica Trotta. Il giorno successivo, giovedì 21 maggio alle ore 19.00, la proiezione del documentario: “Si dice di me” di Isabella Mari, prelude all’incontro che la regista terrà con la protagonista del documentario Marina Rippa (formatrice e drammaturga del corpo) in dialogo con Annamaria Sapienza (docente di Teorie e modelli del teatro contemporaneo, Università degli Studi di Salerno). La Rippa si dedica a un gruppo di donne del quartiere Forcella di Napoli conducendo laboratori teatrali che trasformano la scena in spazi di condivisione e liberazione alla ricerca di una bellezza desueta che diventa forza interiore. Il docufilm, diretto dalla Mari, racconta proprio questo viaggio di emancipazione e autodeterminazione in cui il teatro diventa dimensione irrinunciabile, sacra e vitale oltre ogni convenzione. Ad introdurre sarà Maria Beatrice Russo, cultrice in discipline dello spettacolo, all’Università degli Studi di Salerno.

Venerdì 22 maggio (ore 20.00) “Quando la musica diventa poesia” è l’incontro attraverso il quale presentare il libro “Giocarsi il cielo a dadi. 12 tracce per Roberto Vecchioni” curato dal professore Alfonso Amendola (docente di Sociologia dei processi culturali, Università degli Studi di Salerno) e edito da Francesco D’Amato. Il libro è un viaggio corale nell’universo poetico di Roberto Vecchioni, tra musica, letteratura, insegnamento e immaginario collettivo. Cantore della bellezza e delle inquietudini del nostro tempo, Vecchioni emerge in queste pagine come artista poliedrico e intellettuale pubblico, capace di intrecciare poesia, mito, quotidianità e riflessione civile. Ne nasce il ritratto vivo e vibrante di una voce critica e visionaria, capace ancora di parlare al presente.

Doppio appuntamento sabato 23 maggio, alle ore 11.00 con la sezione Passione fotografia che in collaborazione con L’Associazione Lab 147 presenta Adriana Alfano (counselor) in dialogo con il giornalista Alessandro Mosca. La Adinolfi, nei suoi lavori fotografici, esplora l’autoritratto come pratica di consapevolezza e autodeterminazione. In serata alle ore 21.00, il cantautore Manù Squillante porterà sul palco di Palazzo Fruscione il suo personale viaggio nel concept album del cantautore genovese “Non al denaro non all’amore né al cielo”. Che ha trasformato le canzoni in quadri teatrali e gli epitaffi in presenze vive. Più che un omaggio, questo lavoro si presenta come un attraversamento vivo, un incontro tra musica, teatro e parola che restituisce a De André la sua forza originaria, riportando le sue storie – fragili, umane, irriducibili – dentro il respiro del presente. A fare da corona a Manù Squillante, Claudio Turner, Francesco Fasanaro, Dario Cascone, Christian Merola, e con alcuni allievi del corso di “Epitaffi viventi”

FOCUS SUGLI ARTISTI IN MOSTRA

Nella nuova settimana della mostra collettiva diffusa Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, focus su due artisti: Lina Pallotta e Matilde Grossi.

Lina Pallotta, fotografa documentarista campana si trasferisce a New York alla fine degli anni Ottanta, dove si diploma in Fotogiornalismo e Documentario fotografico. Attratta dalle sottoculture e dalle storie periferiche, sviluppa un linguaggio visivo capace di restituire dignità a vite a lungo considerate “invisibili”. Tra i suoi lavori più noti figurano BASTA – To Work and Die on the Mexican Border (1999), sulla vita delle lavoratrici messicane nelle fabbriche di frontiera e Porpora e Valerie (2013), progetto che racconta la relazione tra l’attivista trans italiana Porpora Marcasciano e Valerie. «Le persone trans appartengono a una categoria che, a mio avviso, troppo spesso viene raccontata attraverso narrazioni di spettacolo o di strada», osserva Pallotta, «invece deve esserci una dimensione che comprenda la quotidianità, la dignità e i bisogni affettivi». Il suo lavoro costruisce così un racconto in cui la soggettività individuale si intreccia con l’esperienza collettiva, attraversando quasi cinque decenni di profondi mutamenti sociali, culturali e politici. Un percorso che, come dice lei, si delinea nel tentativo di «raccogliere i senza voce della storia, quelli che di solito non hanno diritto di parola, perché sovrastati dalle parole e dai gesti di quegli uomini da cui dipende il rumore del mondo, troppo spesso scambiato per il destino della terra».

Classe 1995, Matilde Grossi nasce a Milano e si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Brera in Scenografia Teatrale. Per la sua tesi di laurea crea un progetto ispirato al disco Anime Salve di Fabrizio De André le cui illustrazioni sono state messe in scena al Festival De André di Brescia nel 2025. La sua passione per il cantautore genovese si è espressa anche durante il Master in Illustrazione presso la Scuola Superiore dell’Arte Applicata al Castello Sforzesco di Milano, durante il quale ha realizzato i due bozzetti disegnati dedicati a “Princesa” “Khorakhanè”. Le opere, di cui alcune realizzate ad hoc per la Mostra, sono esposte oggi all’Archivio di Stato di Salerno e pongono al centro il tema della solitudine, in accordo con le intenzioni dello stesso cantautore che intende l’album come “un elogio della solitudine per salvarsi l’anima”.

La mostra Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, è organizzata e curata dall’Associazione Tempi Moderni in collaborazione con il Comune di Salerno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, l’Archivio di Stato di Salerno, la Fondazione Ebris, la Fondazione della Scuola Medica Salernitana, il Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, la Corte d’Appello e la Procura Generale di Salerno, l’Università degli Studi di Salerno. È promossa e sostenuta da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. La rassegna Navighiamo su fragili vascelli è ideata e organizzata dall’Associazione Tempi Moderni, promossa e sostenuta da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. Con il patrocinio di Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Salerno, Camera di Commercio I.A.A di Salerno, Confindustria Salerno, Università degli Studi di Salerno, Fondazione Carisal, Ordine dei Giornalisti della Campania e, per la sezione Suoni della Rassegna, Assomusica. Con il contributo di: Allianz di Parrilli e Sanfilippo, Banca Campania Centro, Centrale del Latte Spa, Con-tra Spa, De Luca srl, Fondazione Carisal, Fondazione Ebris, Fondazione Saccone, Fondazione Tosi, Metoda Finance srl, Project Finance 4.0, Ritonnaro Spa, Sada Spa. Sponsor tecnici: Boccia Industria Grafica spa, De Cesare Viaggi, Del Basso parquet, Guardian Srl, Marsia, Studio Pedone e Tomeo Architet’s Lab, Santoro Grafica srl. In collaborazione con: Agesci Gruppo Scout Salerno 10, Associazione culturale Lab 147, Cerzosimo studio e visual, Festival De André di Brescia, Festival libro aperto, Fondazione Saccone, Foto Diego, Feltrinelli Librerie, Ordine dei Giornalisti della Campania, Sony Music, Teatro “Giuseppe Verdi” Salerno, Università degli Studi di Salerno. Media partner: Campania Life, RCS, Zona RCS, Salerno News24.


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