«Una donna non aveva più le gambe, con la cinta ho tamponato l’emorragia»

SANT’ELPIDIO A MARE «Sono scene che non dimenticherò facilmente». Alessandro Misericordia, 33enne di Sant’Elpidio a Mare, specializzando all’ospedale di Baggiovara in Medicina interna, è stato uno dei primi soccorritori dell’inferno di Modena. Sabato pomeriggio era in via Emilia a fare compere quando la Citroen C3 guidata dal 31enne Salim El Koudri è piombata sulla folla come una scheggia impazzita.
Lo choc
«Ero dentro Tigotà e ho sentito un botto – racconta Misericordia – ho subito lasciato l’anticalcare che stavo comprando, sono andato verso l’uscita e ho visto l’auto schiantata contro la vetrina del negozio di fronte».
Quando è uscito si è trovato davanti una scena simile a un campo da battaglia. «C’erano sette persone a terra, chiedevano aiuto, sanguinanti – continua il giovane medico – e sono corso da loro. Mi sono concentrato subito su una donna che aveva entrambe le gambe amputate all’altezza della coscia, con il femore esposto. Era in condizioni disperate. Mi sono tolto la cinta e l’ho usata per tamponare l’emorragia. Poi è arrivata un’infermiera e ha tirato fuori un tourniquet, un dispositivo che si usa proprio per tamponare l’emorragia e glielo abbiamo applicato sull’altra gamba». A quel punto il giovane medico è andato a soccorre gli altri feriti.
«Sono andato da una donna che era in insufficienza respiratoria – continua – aveva il bacino, il femore e l’avambraccio destro fratturati, oltre a un trauma cranico. Era volata sopra l’auto con una capriola». Nel frattempo, parliamo di 10 minuti al massimo, sono arrivate le ambulanze. «La macchina dei soccorsi ha funzionato benissimo – racconta – appena visto i soccorritori ho detto loro di andare in fondo alla via che c’era una ferita in condizioni disperate. Io ho preso un catetere venoso e l’ho applicato sul braccio della donna in insufficienza respiratoria».
L’arresto
Misericordia ha anche assistito al placcaggio di El Koudri. «Ero andato nella traversa di via Emilia perché avevo visto un capannello di persone, pensavo ci fossero altri feriti – spiega – poi è arrivata la polizia e ho capito. Sulle prime non mi sono reso conto di ciò che era successo. Quando sono uscito da Tigotà ho visto un uomo uscire dall’auto e scappare con un coltello in mano, mentre un altro lo stava inseguendo. Ho pensato si trattasse di un incidente, non di un atto doloso». Il 31enne è in carcere con l’accusa di strage, mentre la donna con le gambe amputate, una turista tedesca di 69 anni, è stata sottoposta a un intervento chirurgico proprio all’ospedale di Baggiovara dove lavora Misericordia. La prognosi resta riservata.
La visita
«Oggi se posso andrò a trovarla», dice il 33enne. Degli otto feriti, solo tre sono stati dimessi, tra loro anche il 47enne Luca Signorelli, l’uomo che ha braccato El Koudri ricevendo due coltellate. Passata l’emergenza, resta il dramma di quei momenti. «Sento la fatica soprattutto mentale, sono scene che mi porterò dietro per un bel po’ di tempo», conclude il giovane medico.




