Riccardo scomparso, nuovo appello della mamma. «Basta polemiche, rispettate la verità»
ACQUALAGNA «Rispettate la verità, non piegatela alle polemiche politiche». E’ un ultimo appello, quello di Federica Pambianchi, agli enti istituzionali coinvolti e ai rappresentanti politici, a mettere una pietra sopra alle polemiche che si stanno accavallando sulla vicenda legata allo svaso della diga del Furlo. Federica lancia questo appello, condito da un sfogo emotivo attraverso i social.
«No alla propaganda»
«Ci sono vicende davanti alle quali servono umanità, equilibrio e rispetto. Non propaganda». E in particolare di non fare il nome del figlio «per la propaganda», piuttosto che trovare la soluzione per risolvere il problema. Il figlio 20enne, Riccardo Branchini, è scomparso lo scorso 12 ottobre 2024. Ha lasciato l’auto davanti alla centrale idroelettrica, con dentro vestiti e portafoglio. Gli ultimi sviluppi della vicenda, con lo stallo sulla svuotamento della diga del Furlo, sono stati ripresi dalla trasmissione tv “La vita in diretta” e online anche dal programma “Chi l’ha visto”, con un’ulteriore eco nazionale . C’è un altro appello che arriva da Pambianchi: rispettare la madre, «anziana, fragile e molto provata da tutto quello che sta accadendo».
Alla nonna di Riccardo, come riferisce la figlia Federica, stanno arrivando messaggi, attraverso il canale messenger, sulle posizioni e idee in merito allo svuotamento della diga. «Chiedo a queste persone rispetto e sensibilità, stiamo male già fin troppo così e non abbiamo bisogno di ulteriore pesantezza», rinnova l’invito la figlia Federica.
L’ultimo voce degli enti coinvolti nella questione, è stata quella del gestore Enel. Ha sostenuto di non poter svuotare l’invaso e poi re-invasarlo alla velocità di un metro al giorno entro il 30 maggio. E di non aver avanzato in alcun tavolo istituzionale tematiche di natura economica.
«Enel chiarisce che il nodo nasce dalle prescrizioni imposte nel procedimento dalla Provincia – interviene il deputato Antonio Baldelli – : svuotamento e successivo re-invaso con una velocità di un metro al giorno per la tutela dell’ittiofauna. A questo punto una domanda diventa inevitabile: perché qualcuno continua a raccontare ai cittadini una versione dei fatti che viene smentita dagli atti ufficiali e ora anche da Enel?». Il riferimento è alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Provincia Paolini.
Lo scontro politico
«In tutta questa vicenda – sottolinea Antonio Baldelli – colpisce soprattutto il clima creato da una certa sinistra e da alcuni esponenti locali del Pd: polemiche aspre, accuse infondate, ricostruzioni distorte. Soprattutto, pochissima umanità davanti al dramma di una famiglia che chiede soltanto una cosa: poter cercare un figlio scomparso».




