Sicilia

Sos Mediterranee: la neonata per troppe ore in mezzo al Mediterraneo

«Un’altra notizia drammatica arriva da Lampedusa. Una piccolissima naufraga che non ce l’ha fatta: morta per ipotermia. Troppe ore in mezzo al freddo di un Mediterraneo che le politiche europee hanno trasformato in un luogo di morte». Lo scrive, in una nota, l’ong Sos Mediterranee, in seguito alla notizia della neonata morta poco dopo lo sbarco a Lampedusa. Viaggiava insieme alla mamma, alla sorella e ad altre 55 persone.

«Mentre lo Stato attacca chi salva vite in mare, indagando il capitano di Sea Watch, a Lampedusa è arrivata una neonata di un mese, morta tra le braccia della mamma, dopo una traversata di tre giorni. Chi pagherà per questa ingiustizia?». Così su X la ong tedesca Sea Watch, sulla neonata morta dopo lo sbarco a Lampedusa. La ong tedesca poco dopo l’arrivo al porto di Brindisi con 166 persone soccorse nei giorni scorsi, è stata avvisata del fatto che è stata avviata una indagine penale contro il capitano della nave di soccorso Sea-Watch 5 «con l’accusa di favoreggiamento dell’ingresso illegale».

«Una madre ha perso la sua bambina appena nata, arrivata morta questa mattina insieme ad altre 54 persone a Lampedusa. Esprimiamo profondo dolore e preoccupazione per i tanti bambini e adulti che non dovrebbero morire nel Mediterraneo». Lo ha detto Unhcr Italia, l’agenzia Onu per i rifugiati, che dall’alba di questa mattina è presente a Lampedusa con due volontari che hanno offerto supporto per le operazioni di sbarco delle 55 persone, tra le quali vi erano anche la neonata morta insieme alla mamma e alla sorellina.

«Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita. Il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile. Il rispetto del diritto internazionale deve essere pieno e sostanziale, mettendo il superiore interesse del minore al primo posto». Lo ha detto Giorgia D’Errico, direttrice relazioni istituzionali di Save the Children, sulla morte della neonata avvenuta oggi poco dopo lo sbarco di migranti a Lampedusa. Secondo i dati raccolti da Save the Children «dal 2014 sono più di 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un futuro possibile». «Solo quest’anno – conclude la ong – le vittime sono già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo centrale, e tra loro ci sono anche molti bambini: più di 100 ogni anno negli ultimi tre anni».

«Erano a bordo di una barca di ferro. Probabilmente la neonata ha perso la vita dopo il viaggio, perché molte delle persone che viaggiavano con lei non erano a conoscenza di questo decesso, continuavano a dirci che erano molto grate a Dio per essere tutte sopravvissute». Lo ha detto Francesca Saccomandi, operatrice di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della federazione delle chiese evangeliche in Italia, sul decesso di una neonata a Lampedusa subito dopo lo sbarco di migranti. «La bambina – ha aggiunto Saccomandi – viaggiava con la madre e la sorella di qualche anno, erano tutte e tre originarie della Costa d’Avorio. Proviamo un profondo dolore ed esprimiamo profonda vicinanza alla madre, alla sorella e a tutti coloro che conoscevano la piccola, ma soprattutto esprimiamo grande rabbia al pensiero che questa continui ad essere l’unica via di accesso, per tante persone, all’Italia e all’Europa. Gli arrivi dalla Tunisia sono sempre meno e coincidono, quasi sempre, con i periodi di maggiore maltempo. In questo momento – ha sottolineato l’operatrice di Maditerranean Hope – sull’isola c’è molto vento, le onde sono altissime, e proprio per eludere i controlli della cosiddetta guardia costiera nazionale tunisina le persone rischiano tutto e si mettono in mare pur di arrivare in Italia e in Europa».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »