Infrastrutture e sanità hi-tech a rischio ritardo
La macchina del Pnrr procede, ma non senza rallentamenti e zone d’ombra. A lanciare l’allarme è la Corte dei Conti, che nella relazione sullo stato di avanzamento dei progetti aggiornata a fine 2025 segnala ritardi soprattutto nei settori delle infrastrutture, dell’ambiente e della sanità tecnologica, con il rischio concreto che alcune opere legate alla mobilità sostenibile possano non essere completate nei tempi previsti.
Nel mirino dei magistrati contabili ci sono 34 misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e quattro programmi del Piano nazionale complementare, per un valore complessivo di quasi 88 miliardi di euro, pari a circa il 40% delle risorse complessive dei due strumenti dopo i definanziamenti.
Solo nel 2025, i controlli hanno riguardato investimenti per quasi 30 miliardi.
Il quadro generale, sottolinea la Corte, resta comunque “sostanzialmente in linea” con gli obiettivi concordati con l’Unione Europea. Tuttavia, dietro i numeri positivi emergono criticità strutturali che rischiano di rallentare la corsa finale verso il 2026.
Secondo la relazione, le continue rimodulazioni economiche e progettuali introdotte negli ultimi anni hanno reso il Piano più realistico, ma al tempo stesso hanno modificato l’impostazione originaria di diverse misure, soprattutto nei comparti più complessi da realizzare.
Tra i settori che mostrano le maggiori difficoltà ci sono ambiente e infrastrutture. La Corte evidenzia come alcune opere siano state oggetto di slittamenti temporali e ridimensionamenti progettuali, confermando problemi attuativi già segnalati in passato.
Particolarmente delicata la situazione degli investimenti sulla mobilità sostenibile: il rischio indicato dai giudici contabili è quello di cantieri incompleti o opere terminate solo parzialmente a causa della revisione di alcuni progetti.
Scenario diverso invece sul fronte della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, dove gli obiettivi risultano addirittura superiori ai target programmati.
Anche nella sanità il bilancio appare a due velocità. Le misure legate alla realizzazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità risultano in linea con le scadenze previste dal Pnrr.
Restano invece indietro gli interventi per l’ammodernamento tecnologico e digitale degli ospedali, considerati strategici per il rilancio del sistema sanitario pubblico.
La Corte dei Conti richiama poi l’attenzione sulle difficoltà operative del Piano nazionale complementare, dove la presenza di più soggetti attuatori e modelli di governance complessi starebbe rallentando l’avanzamento dei lavori, rendendo necessaria la revisione di diversi cronoprogrammi.
Nel passaggio finale della relazione, la magistratura contabile invita Governo ed enti attuatori ad accelerare la fase esecutiva dei progetti, senza però perdere di vista la sostenibilità futura delle opere realizzate.
L’obiettivo, sottolinea la Corte, non deve essere soltanto rispettare le scadenze europee, ma garantire che infrastrutture e servizi producano benefici concreti e duraturi per cittadini e territori.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





