Piemonte

Verduno, primo prelievo multiorgano da donatore “a cuore fermo” all’ospedale Ferrero

VERDUNO – Per la prima volta all’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno è stato eseguito un prelievo multiorgano da donatore “a cuore fermo”, una procedura innovativa che rappresenta un passo significativo nel campo della donazione e dei trapianti.

L’intervento è stato effettuato nei giorni scorsi grazie a un articolato lavoro di squadra che ha coinvolto numerosi professionisti sanitari. In particolare hanno operato l’équipe di Anestesia e Rianimazione, il Coordinamento ospedaliero per il procurement di organi e tessuti e il personale della sala operatoria dell’ospedale Ferrero. Fondamentale anche il supporto degli specialisti in Cardioanestesia, Cardiochirurgia, dei tecnici di perfusione, degli infermieri strumentisti e degli esperti di organ procurement dell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, coordinati dal dottor Domenico Vitale.

L’operazione ha consentito la donazione di fegato, reni e cornee ed è stata realizzata sotto il coordinamento del Centro regionale trapianti e del Coordinamento regionale delle donazioni e dei prelievi di organi e tessuti, con la partecipazione anche dei chirurghi prelevatori dell’ospedale Molinette di Torino.

La cosiddetta donazione “a cuore fermo”, definita a livello internazionale Donation after Circulatory Death (DCD), prevede il prelievo degli organi dopo l’arresto cardiocircolatorio successivo alla sospensione dei trattamenti di sostegno vitale. Si applica generalmente a pazienti con lesioni cerebrali gravissime e irreversibili. Si tratta di una pratica già consolidata in diversi Paesi europei e sempre più diffusa anche in Italia, perché consente di ampliare il numero dei potenziali donatori e quindi le possibilità di trapianto per i pazienti in lista d’attesa.

«Questo risultato segna una tappa importante per il nostro ospedale e per tutta l’ASL CN2 – dichiara il direttore generale Paola Malvasio – È il frutto di un grande lavoro di squadra, portato avanti in stretta collaborazione con il team dell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, della preparazione dei nostri professionisti e della capacità di affrontare procedure complesse con competenza e sensibilità. Un pensiero di profonda gratitudine va alla famiglia della donatrice, che in un momento di grande dolore ha consentito un’azione di così straordinaria generosità».

Sottolinea l’importanza del traguardo raggiunto anche Marco Vergano, direttore della struttura di Anestesia e Rianimazione: «La donazione controllata a cuore fermo rappresenta una delle evoluzioni più significative degli ultimi anni nella medicina dei trapianti. Dietro a questa donazione c’è un impegno che richiede competenze cliniche, organizzative e umane. Per un ospedale, il primo prelievo di questo tipo è sempre una sfida: per cui ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato nel gestire una procedura così complessa. Più di tutti ringrazio la famiglia della donatrice, che non soltanto ha onorato la sua volontà, ma ha supportato noi clinici in questo percorso».

Con questo primo prelievo multiorgano da donatore “a cuore fermo”, l’ASL CN2 rafforza il proprio impegno nello sviluppo di percorsi clinici avanzati e nella promozione della cultura della donazione, considerata centrale per il sistema sanitario e per la cura dei pazienti in attesa di trapianto.

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »