“Cigno ucciso per essere cucinato”, animalisti chiedono pene esemplari
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Il cigno trovato morto sul fiume Stella sarebbe stato ucciso per essere cucinato. Il responsabile – o i responsabili – si sarebbe immerso in acqua e, dopo una lunga colluttazione con l’animale, lo avrebbe soffocato. Sono le nuove e pesanti rivelazioni diffuse dal Partito Animalista Italiano, che nei giorni scorsi aveva invitato eventuali testimoni a farsi avanti garantendo anonimato e tutela.
Secondo quanto riferito dalla portavoce regionale del PAI, Irene Giurovich, le informazioni sarebbero arrivate da fonti confidenziali e riguarderebbero un gruppo di cacciatori della zona di San Daniele presenti in un locale della zona al momento dei fatti. Il cigno, sempre secondo la ricostruzione degli animalisti, non sarebbe morto subito ma dopo una “battaglia” durata diversi minuti. Una volta ucciso, sarebbe stato chiesto di cucinarlo. Circostanze tutte ancora da verificare e sulle quali si chiedono accertamenti investigativi e veterinari.
Il PAI, che ha già presentato un esposto in Procura a Udine, annuncia ora l’intenzione di costituirsi parte civile chiedendo “pene esemplari” e la revoca di eventuali licenze di caccia e porto d’armi per i responsabili. L’associazione richiama anche studi che collegherebbero la violenza sugli animali a una maggiore pericolosità sociale.
Nei giorni scorsi il titolare del ristorante coinvolto indirettamente nella vicenda aveva contestato la ricostruzione del PAI, definendola “infondata”. Gli animalisti ribadiscono però di essersi basati su elementi già emersi sulla stampa locale e su nuove segnalazioni ricevute.
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