Con la riforma non scaricate i costi sui Comuni

Più tutele e strumenti per la Polizia locale, ma senza scaricare nuovi costi sui Comuni. È questo il punto sollevato dall’assessore alla Sicurezza del Comune di Rimini, Juri Magrini, dopo il via libera della Camera al disegno di legge sul riordino della polizia locale. Una riforma che, secondo l’assessore, rischia però di trasformarsi nell’ennesimo trasferimento di responsabilità economiche agli enti locali senza adeguate coperture da parte dello Stato.
“Il disegno di legge delega contiene principi condivisibili, sul piano delle tutele e della professionalizzazione degli agenti della polizia locale, ma nei fatti si sta delineando come l’ennesimo scarico di responsabilità e di oneri sugli Enti locali – sottolinea Magrini -. È giusto, anzi doveroso, rafforzare tutele, strumenti operativi, garanzie previdenziali e riconoscimento professionale per i nostri agenti, ma non si può pensare che tutto questo venga finanziato dai bilanci comunali, che già oggi si fanno carico di un surplus di costi per la sicurezza che, va ricordato, è una funzione primaria dello Stato”.
Secondo l’assessore, uno dei principali nodi riguarda proprio le risorse economiche necessarie per sostenere la riforma. “Nella riforma non c’è chiarezza sulle coperture economiche e soprattutto non c’è chiarezza su come e quanto le misure contenute in questo riordino incideranno direttamente sulle spese vive degli enti locali”.
Magrini evidenzia inoltre come i Comuni siano già impegnati da anni nel colmare le carenze statali sul fronte della sicurezza urbana, investendo direttamente in personale, tecnologie e presidio del territorio. “Già da anni i Comuni stanno sopperendo alle carenze dello Stato sul fronte della sicurezza urbana, investendo in personale, tecnologie, presidio del territorio e controllo di prossimità. La Polizia locale di Rimini affianca il grande lavoro che quotidianamente operano le forze dell’ordine, fornendo un supporto anche a fronte della ormai cronica carenza di organici, che non risparmia realtà ad alta frequentazione turistica come la nostra”.
L’assessore richiama anche il ruolo avuto dal Comune di Rimini nella proposta di modifica della destinazione della tassa di soggiorno per finanziare interventi legati alla sicurezza urbana. “Ricordo che è stato proprio il Comune di Rimini a farsi promotore di una proposta per la modifica della destinazione del gettito dell’imposta di soggiorno, chiedendo che una parte delle risorse potesse finanziare interventi di sicurezza urbana. Una proposta a costo zero per lo Stato, poi accolta nel decreto sicurezza”.
Infine l’affondo politico: “L’impegno da parte dei Comuni non manca, ma il Governo non può pensare di disimpegnarsi su un tema cruciale come la sicurezza delle nostre comunità. È inaccettabile che quello che viene presentato come un riordino dei corpi locali si traduca in un mero trasferimento di costi ai Comuni”.
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