Concorsopoli, Marini: «Sono stata condannata per non aver commesso il fatto»

«In fondo io sono una condannata per non aver commesso il fatto». In un post sulla sua pagina Facebook l’ex presidente della Regione Catiuscia Marini, condannata mercoledì a un anno e otto mesi di reclusione nel processo d’appello per le presunte irregolarità nei concorsi banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dall’Usl 1 tra l’inizio del 2018 e l’aprile 2019, commenta così l’esito del secondo grado. Una sentenza arrivata nonostante la richiesta di assoluzione da tutti i reati contestati «per non aver commesso il fatto» avanzata dalla Procura generale.
Il post «Carissimi amici ed amiche di Fb, lettori della mia pagina e cittadini più interessanti» scrive Marini. «Dato che nel mio carattere e stile vi è sempre la libertà di dire quello che penso e con trasparenza non posso tacere. Certamente nel processo di appello, dopo aver ascoltato e letto la requisitoria e gli atti della Procura generale (che tecnicamente rappresenta l’accusa)» che aveva richiesto, il 14 gennaio scorso, «con ampie motivazioni tecniche anche autonome rispetto a quelle evidenziate dalla difesa, l’assoluzione per non aver commesso il fatto (con formula piena quindi), vedere la Corte decidere in altra direzione prescindendo dalla richiesta e motivazioni della Procura, mi fa concludere che in fondo io sono una condannata per non aver commesso il fatto».
«Vicenda “particolare”» L’ex presidente annuncia poi di voler chiudere ogni intervento pubblico sulla vicenda giudiziaria. «Per quanto mi riguarda qui si chiude definitivamente ogni riferimento a questa lunga, controversa e “particolare” vicenda giudiziaria che si poneva sicuramente obiettivi non connessi alla ricerca di prove e riscontri di presunti reati. Da questo momento in poi il processo rimane nella esclusiva competenza del mio legale di fiducia, avvocato Nicola Pepe, che stimo per la professionalità, lo studio ed il rigore tecnico il quale proseguirà nell’incarico presso le giurisdizioni superiori». «Io so di aver agito sempre nel rispetto della legge e delle prerogative proprie della carica istituzionale ricoperta» conclude Marini, ringraziando «i tantissimi che mi stanno scrivendo e chiamando dimostrandomi affetto e solidarietà». Un ringraziamento particolare viene rivolto «ai dirigenti e colleghi di Legacoop».
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