Veneto

scatta l’emergenza per lo storico miele dei Colli


Il miele dei Colli Euganei sull’altalena. Quasi azzerata la produzione di quello di tarassaco e colza, vengono invece registrate modeste quantità di acacia. «Sono le dirette conseguenze dei cambiamenti climatici – ha sottolineato oggi 13 maggio Cia Padova – aggiungiamoci poi l’aumento delle spese, su tutte i trattamenti da effettuare. Oggi portare avanti un’attività di apicoltura è molto complicato». Fino ad ora la primavera è stata particolarmente critica: prima il caldo anomalo, fuori stagione, ha fatto sbocciare i fiori. Dopodiché le temperature si sono nuovamente abbassate. Non solo. Il vento ha fatto cadere i fiori, mentre le ultime piogge hanno sferzato il colpo del ko.

La testimonianza

«Cerchiamo di barcamenarci tra mille difficoltà – ha osservato Gloria Pagliuca, storica apicoltrice di Torreglia – tanto per dare l’idea, quest’anno non prevediamo di preparare i vasi miele di tarassaco e colza da 1 chilo. Solo mezzo chilo, proprio a motivo della scarsità di produzione. Con un meteo tanto ballerino – ha proseguito – le prime spighette del castagno si stanno già trasformando in fiori, con un anticipo di almeno un mese sulla tabella di marcia. Vi sono molteplici incognite, non è possibile programmare alcunchè». E ancora: «L’area del Parco Colli è tutta vocata al miele, Ma gli sbalzi di temperatura e il costante alternarsi di sole e pioggia non fanno bene né alle piante, né alle api. E consideriamo che col vento non si muovono nemmeno. Peraltro decine di apicoltori sono soliti portare le loro arnie dalla pianura agli Euganei Tuttavia, con tutto quello che attualmente costano i carburanti serve trovare un giusto equilibrio, altrimenti si rischia di lavorare in perdita. La parola chiave, allora, è multifunzionalità. Vivere di sola produzione di miele non è più fattibile».

I numeri

Sono oltre mille gli apicoltori padovani censiti negli appositi registri, per un fatturato medio che supera i 20 milioni di euro all’anno. «Si tratta di un comparto di nicchia, da far crescere con azioni mirate – ha sottolineato il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello – il riconoscimento Mab Unesco degli Euganei è un valore aggiunto in tal senso. In altri termini – ha proseguito – siamo tenuti a far conoscere i Colli ai turisti italiani e stranieri non solamente per il vino o per l’olio, ma pure per il miele pregiato. Soprattutto adesso che si è aperta la bella stagione. Per quanto riguarda i Colli, infine, gli agricoltori sono pronti ad un confronto con gli enti preposti per centrare l’obiettivo di un reale potenziamento, a tutti i livelli, di tutta la zona nel segno della compatibilità tra ambiente ed attività economiche».


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