Liguria

Crisi Amt, colpo di scena in Regione: tutti d’accordo sul salvataggio. Il monito di Bucci: “No ai privati”


Genova. Colpo di scena in consiglio regionale: è stato approvato all’unanimità il disegno di legge della giunta Bucci che assegna 40 milioni al Comune di Genova per sostenere gli investimenti previsti nel piano di risanamento di Amt, risorse che tramite vari passaggi saranno poi utilizzate per la ricapitalizzazione dell’azienda in crisi. L’opposizione ieri si era astenuta in commissione, ma in aula ha poi annunciato il voto favorevole “per senso di responsabilità”.

Giornata decisiva anche in consiglio comunale, dove è in programma il voto sulla delibera di indirizzo per sostenere il piano di risanamento di Amt. Il provvedimento è passato in commissione grazie al voto della maggioranza di centrosinistra. A questo punto resta da capire come si comporterà la minoranza dopo che l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi ha sollevato il caso Trenitalia, accusando la giunta Salis di voler inserire un “socio occulto” in Amt attraverso un “cavallo di Troia“, cioè la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi con diritti patrimoniali per sostituire il pagamento di 15 milioni di debiti.

Cosa prevede la legge regionale su Amt

Il contributo della Regione sarà liquidato “previa omologazione da parte del Tribunale di Genova degli accordi di ristrutturazione dei debiti”. La legge prevede che il Comune rendiconti alla Regione entro il 30 giugno di ciascun anno gli investimenti effettuati, ma istituisce anche un comitato di sorveglianza per monitorare l’attuazione degli investimenti previsti nel piano industriale. Respinto l’emendamento presentato dall’opposizione per vincolare l’organo a un protocollo d’intesa con Palazzo Tursi: “Secondo gli uffici legali controllante e controllore non possono essere rappresentati allo stesso modo”, ha detto il presidente Marco Bucci, chiarendo tuttavia che ci sarà un rappresentante del Comune nel comitato.

Formalmente la Regione, tramite indebitamento, verserà 40 milioni al Comune per investimenti “da realizzarsi anche mediante l’acquisto di beni strumentali all’erogazione del servizio”. Questi soldi saranno girati ad Amt che li utilizzerà per acquistare dal Comune il deposito della metropolitana di via Adua. A sua volta Tursi, ricevuti nuovamente 40 milioni in cassa, potrà usarli per la ricapitalizzazione insieme a risorse proprie per 7,9 milioni e 22 milioni di crediti che verranno conferiti all’azienda e convertiti in capitale sociale per aumentare il patrimonio netto.

Nella stessa legge regionale vengono stanziati 3,3 milioni di euro di contributi in conto esercizio, il cosiddetto fondino per il piano di esodo incentivato dei dipendenti. Si tratta di risorse che non riguardano solo Amt ma anche le aziende provinciali di Imperia, La Spezia e Savona.

Nonostante l’impossibilità di entrare nel capitale di Amt con risorse a debito, Bucci ribadisce che l’obiettivo a lungo termine è creare un’unica azienda di trasporto regionale: “Più grossa è meglio è, vuol dire che ci sono più risorse, più possibilità di ottimizzare e di stare sopra la soglia critica”. Azienda che potrebbe essere coinvolta nella gestione di ferrovie, concessioni autostradali e l’aeroporto: “Vedremo come andrà a finire la legislatura”.

L’opposizione: “Votiamo per responsabilità ma la crisi è provocata da Bucci”

“Per senso di responsabilità verso i lavoratori, l’azienda e gli utenti oggi votiamo a favore di questo provvedimento – è intervenuto il capogruppo del Pd Armando Sanna all’inizio della seduta – ma se ci troviamo qui a mettere soldi per salvare un’azienda è perché qualcuno l’ha portata in questa situazione“. Quindi rivolto a Bucci: “Lei prima era sindaco di Genova e gestiva quest’azienda. Dopo il Carlo Felice vi siede ridotti a essere bancomat del Comune di Genova”.

“Il Comune di Genova non ha creato questa situazione, se l’è trovata – ha aggiunto Selena Candia, capogruppo di Avs -. Noi vogliamo dare una risposta a lavoratori, a chi attende l’autobus, ai cittadini di questa regione. Siamo responsabili e andiamo avanti. Voi non avete neanche il coraggio di dire come sono andate le cose”.

“Assumiamoci tutte le responsabilità di fronte a una situazione straordinaria che qualcuno ha provocato, e non lo dice la parte politica, ma gli organismi giudiziari – il commento di Gianni Pastorino della Lista Orlando -. Questo provvedimento per cui viene ringraziato Bucci in realtà non parla di trasporto pubblico, ma di una situazione straordinaria di Amt. Ci sono molte questioni che rimangono inevase”.

“Stiamo discutendo del fallimento politico, industriale e amministrativo di un modello di gestione del trasporto pubblico locale che per anni è stato raccontato ai cittadini come moderno, efficiente, innovativo e sotto controllo – ha attaccato Stefano Giordano del M5s -. La realtà è un’altra: Amt è in una procedura di crisi, servono decine di milioni di euro pubblici per evitare il collasso, esistono filoni giudiziari aperti e la politica ha il dovere di guardare in faccia i fatti”.

Bucci si difende e avverte: “Faremo di tutto per evitare l’ingresso dei privati”

Una “narrazione” alla quale si è opposto il governatore Marco Bucci: “Quando ho cominciato a fare il sindaco nel 2017 mi sono trovato di fronte ad Atp in cui c’erano i privati. Questo ha creato una serie di problemi che siamo riusciti a risolvere. Guarda caso il sindaco prima di me li aveva fatti entrare al 49%”.

Quindi il monito sulla questione del ruolo di Trenitalia (azienda a controllo interamente pubblico) sollevata ieri da Piciocchi: “Questa decisione assolutamente sbagliata non vorrei si ripetesse adesso: il privato lavora per il profitto, il pubblico per il servizio. È una differenza fondamentale. Far entrare i privati in Amt è un errore enorme. Non ci raccontiamo quella dell’uva, questo è il modo per entrare nelle aziende: è lo stesso che è successo con Ght e Amco. Faremo tutto il possibile perché questo non avvenga”.

“Le narrazioni fatte come oggi hanno poco senso. Non penso che i cittadini della provincia di Genova in questi anni non siano stati contenti della gestione dei trasporti – ha proseguito Bucci -. Gli autobus sono sempre arrivati, stipendi sempre pagati, fornitori anche. Due componenti hanno mascherato la realtà del sistema, ma ne parleremo quando faremo il consiglio monotematico”.

Il centrodestra: “La responsabilità non è di Bucci”

“Non è senz’altro colpa di Marco Bucci, come invece intende far credere la sinistra, se siamo arrivati a questo punto su Amt. Noi abbiamo una responsabilità etica e di azione politica per un principio, che è il bene pubblico. Sul trasporto pubblico locale il centrodestra ha una strategia chiara e precisa, che include la salvaguardia dell’azienda e dei lavoratori”, commenta il consigliere regionale della Lega e presidente della commissione Trasporti Armando Biasi.

“Approviamo una norma innovativa che risponde finalmente a una richiesta storica dei lavoratori. La nostra visione è netta: vogliamo un trasporto pubblico che resti pubblico nel pieno sostegno dei consumatori”, dichiara il capogruppo di Vince Liguria Matteo Campora. “Si continua infatti ad attribuire ogni responsabilità all’allora sindaco Marco Bucci, quando in realtà in dieci mesi non sono stati ancora presentati i bilanci Amt del 2024. A febbraio 2026 il Comune chiedeva ufficialmente un intervento alla Regione, parlando di emergenza economica, ma ricordiamo che il Comune di Genova, nel giugno 2025, aveva un avanzo di amministrazione di 47,5 milioni di euro. Eppure nulla è stato detto sull’ipotesi di destinare almeno una parte di quelle risorse ad Amt”, ha aggiunto il consigliere Federico Bogliolo.

“Non si tratta di un intervento circoscritto alla sola area metropolitana e ad Amt, ma di una riforma di ampio respiro che coinvolgerà capillarmente tutte le province – prosegue il capogruppo di Fratelli d’Italia Rocco Invernizzi -. L’idea di fondo è quella di una mobilità integrata, capace di accorciare le distanze tra costa ed entroterra, garantendo a ogni cittadino il medesimo diritto alla connessione”.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »