Calabria

La falle del nuovo piano pandemico, in Calabria pochi posti-letto di Terapia intensiva

«Il rischio di una nuova pandemia è, al momento, davvero basso per l’Italia», assicura il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ce lo auguriamo tutti, naturalmente. Ma siamo certi di essere preparati nel caso in cui l’evoluzione dei contagi da Hantavirus dovesse virare su scenari negativi? Il rischio di farsi trovare nuovamente impreparati – dopo l’ecatombe del 2020 – non è così remoto.
Nei giorni scorsi, infatti, la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera definitivo al nuovo Piano pandemico nazionale. Il documento, che copre il periodo 2025-2029, arriva in una fase politicamente delicata: a poco più di un anno dalla fine della legislatura. Ed è accompagnato da un interrogativo di fondo: quanto è reale la capacità di trasformare il Piano in uno strumento realmente operativo?
Quanti posti-letto
Va detto subito che la situazione non proprio rosea. Partiamo dai posti-letto di terapia intensiva – già in passato terreno di scontro politico in Calabria – che dovevano essere realizzati dopo la “lezione” subìta con il Covid. Il numero di postazioni non è ancora quello previsto dai decreti legge varati dai governi dell’epoca.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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