Moscioli, da venerdì si pesca ma si spacca il tavolo tecnico. Gli esperti: «Meglio rinviare» ►Il video
ANCONA Venerdì riapre la pesca del mosciolo selvatico, è ufficiale. Dopo due anni a ostacoli – il 2024 funestato da mucillagini e alluvione e l’anno scorso la raccolta ridotta ad appena 45 giorni – il 2026 dovrebbe essere l’anno della normalità. Ma il condizionale è d’obbligo.
Il video
Il summit
Ieri si è svolto il tavolo tecnico nella sala consiliare del Comune di Ancona al quale hanno partecipato una rappresentanza dei pescatori professionisti, i sub pescatori sportivi, Amap (Marche Agricoltura e Pesca), l’Ast, l’Istituto Zooprofilattico, Gian Marco Luna direttore del Cnr, i prof Francesco Regoli e Carlo Cerrano dell’Univpm, il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore regionale Enrico Rossi (delega alla Pesca) ma solo da remoto e in seconda battuta.
Il 2026 dunque, l’anno del ritorno alla normalità per la raccolta del mosciolo selvatico. O almeno dovrebbe.

L’uso del condizionale perché ieri l’apparato scientifico, composto da Cnr e Univpm, ha sollevato non pochi dubbi. «Le indagini effettuate – spiega il direttore Luna – ci restituiscono una fragilità delle popolazioni (di moscioli, ndr) e se in alcune zone potrebbero esserci già individui di taglia adulta, ce ne sono altre dove i mitili sono sotto taglia». E quindi? «Riteniamo che sia più corretto posticipare l’apertura della pesca di un mese, al 15 giugno».
Le reazioni
Una constatazione che ha fatto tremare il tavolo. I pescatori, specie chi fa dell’attività di raccolta una professione, hanno sobbalzato. «Noi partiamo il 15 maggio, punto» ha tuonato la loro portavoce, Angelica Palumbo rappresentante del settore e consulente pesca del porto di Ancona, che ha bacchettato la Regione: «Da quando il neo assessore si è insediato non è mai stata convocata la consulta della pesca».
Dunque qualsiasi decisione in merito a posticipi o limiti alla raccolta del mitile deve prima passare attraverso quell’organo. Poi, se la Regione decidesse di prendere in considerazione una qualche misura restrittiva, deve deliberarlo attraverso un atto di giunta. Fissata la data di apertura stagionale della pesca del mosciolo selvatico – tramite legge regionale – il 15 maggio, cioè venerdì, non ci sarebbero i tempi tecnici per affrontare i vari step propedeutici alla produzione di qualunque atto che ne modifichi i termini. Ma ciò non vuol dire che un possibile stop alla pesca non possa arrivare nel mentre.
La preoccupazione
Infatti il Cnr fa sapere che «una nuova analisi della risorsa verrà effettuata nella prima decade di giugno». Il direttore Luna suggerisce «cautela» nel prelievo del mitile. Mentre i pescatori vogliono assecondare le richieste del mercato. Anche perché ancora attendono i ristori per il mancato lavoro dell’estate 2024. Il sindaco Silvetti sollecita la Regione «a prendere atto del lavoro svolto dal tavolo tecnico». Invita l’assessore Rossi a «valutare attentamente le ricadute sulle attività produttive e sui pescatori già fortemente penalizzati lo scorso anno».
Perciò fa presente che «gli operatori hanno bisogno di segnali concreti, di indennizzi, dello svolgimento della consulta e di una data certa che consenta di iniziare l’attività limitata a 5 mesi all’anno». Dunque sembra di capire che si stia navigando a vista. Da una parte l’apparato scientifico che suggerisce prudenza e vuole posticipare la pesca. Dall’altra i pescatori che vogliono lavorare. In mezzo la Regione che non ha ancora un’idea sul da farsi. Quindi: intanto si parte venerdì. Le regole: la taglia commercializzabile deve essere di minimo 5 cm; amatoriali e sportivi non possono prenderne più di 3 kg al giorno (a persona). E del doman non v’è certezza.




