Marche

ma chiudono la strada invece delle buche

CASTELFIDARDO Non ci sono i soldi per acquistare il catrame necessario a rattoppare le buche e così la strada viene chiusa al traffico. Succede in via Marcora, nel cuore della zona industriale di Castelfidardo, dove il Comune ha disposto il divieto di accesso – eccetto per i residenti – dopo i danni ai mezzi riportati da alcuni automobilisti a causa dell’asfalto dissestato. 

Le condizioni critiche

Una vicenda che sta facendo discutere e che nelle ultime ore è stata denunciata pubblicamente dal capogruppo di Pd-Bene in Comune Stefano Defendi e dal consigliere di Fratelli d’Italia Marco Cingolani.

Da tempo venivano segnalate le condizioni critiche della carreggiata e la necessità di effettuare una manutenzione urgente. Ma alla richiesta della Polizia locale di procedere almeno con un rattoppo provvisorio, la risposta dell’ufficio tecnico sarebbe stata spiazzante: niente materiale disponibile e nessuna possibilità immediata di acquistarlo. Così si è deciso di interdire la strada. Cingolani ne ha documentato le criticità con un video.

«Se a maggio non riusciamo nemmeno a trovare 10 euro per un sacco di catrame, allora significa che c’è qualcosa che non va. La città che vantava il più alto rapporto tra abitanti e partite Iva, oggi non riesce a garantire nemmeno la manutenzione minima proprio nell’area che porta più risorse nelle casse comunali. Non possiamo trattare così le nostre imprese». Il consigliere di opposizione annuncia anche «un consiglio comunale urgente il 18 marzo per reperire le risorse necessarie».

In una articolata disamina sui social, Defendi allarga l’analisi alle condizioni finanziarie dell’ente. «È dal 2023 che sostengo che è stato fatto il passo più lungo della gamba con la conseguenza di inchiodare i bilanci, attuali e futuri, al supporto del Pnrr. Ora dobbiamo fare i conti con la realtà».

Secondo il capogruppo di Pd-BiC, «era questione di tempo in quanto stiamo realizzando opere Pnrr per 18 milioni di euro, di cui 3 milioni abbondanti di fondi propri e senza considerare tutte le spese accessorie che hanno distratto ulteriori finanze comunali». 
Poi la chiosa, tutt’altro che rincuorante, su una situazione finanziaria «caratterizzata da una forte rigidità e da margini di manovra ormai ridottissimi – sottolinea – la leva fiscale è chiusa, le aliquote sono già ai livelli massimi e non esistono ulteriori spazi per aumentare le entrate senza colpire, direttamente o indirettamente, i cittadini». 




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