«Un geniale custode del territorio pesarese». Negli ultimi anni aveva raccontato la sua San Costanzo

PESARO È scomparso nella sua casa pesarese, domenica pomeriggio, Paolo Sorcinelli, alla soglia dei suoi 82 anni che avrebbe compiuto il prossimo 29 giugno. A dicembre 2024 aveva scoperto un carcinoma al polmone. Stimato professore universitario (dal 1974 al 2014 all’Università di Bologna) Paolo aveva dedicato questi ultimi anni ad una vasta attività editoriale per raccontare la sua San Costanzo, ma non solo. Fra il 1995 il 2009 ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio e di assessore ai beni e alle attività culturali presso l’Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino.
Il ricordo
«Era una persona che aveva la sua genialità – commenta il sindaco di Vallefoglia, Palmiro Ucchielli, che l’aveva voluto come assessore ai tempi della sua presidenza nell’ente di via Gramisci –. Ha dato valore ai borghi, alla rete dei teatri e alla cultura del nostro territorio. Ricordo il volume con le fotografie dell’intera provincia sotto la neve. Al di là delle appartenenze politiche era una persona di grande valore». E anche Dino Zacchilli ricorda con affetto il suo operato in Provincia in un delicato e commosso messaggio su Facebook: «Mi hai insegnato tante cose, soprattutto che la storia, la civiltà, è fatta dal lavoro degli umili che non hanno storia. Ho scoperto con te l’anima dei “luoghi minimi”, i piccoli borghi della nostra straordinaria provincia, le loro bellezze architettoniche e artistiche, la loro umanità, i protagonisti, i volti, le tradizioni, i mestieri di una civiltà contadina ormai purtroppo perduta. Non era uno sguardo rivolto all’indietro il tuo, non era un negare la modernità, era semplicemente un monito, oggi più che mai valido, a non perdere l’umanità».
In Provincia aveva attivato la Rete dei teatri, proprio per seminare vitalità e cultura. Era di un’umanità e sensibilità davvero rare: un uomo capace di rendere un profondo omaggio a quel sentire antico, dove cultura, tradizioni ed emozioni si fondono con la Storia, donando uno spaccato reale del vivere quotidiano, attraverso pubblicazioni dedicate alla sua San Costanzo: «È un momento di grande commozione quando una comunità perde non solo un professore, ma la sua memoria storica. Paolo non si è limitato a insegnare tra le mura di un’università; ha scelto di farsi custode dell’identità di San Costanzo, trasformando le vicende dei singoli in un patrimonio collettivo», racconta Filippo Sorcinelli, ex amministratore e sindaco di San Costanzo.
L’eredità
«Ha aperto una lente d’ingrandimento su oltre 80 anni di storia locale, oltre alle sue pubblicazioni a livello nazionale sull’acqua, sull’alimentazione sugli usi e costumi antichi. Ma ciò che ha fatto per la nostra San Costanzo credo sia davvero unico e gliene saremo eternamente grati». Filippo Sorcinelli lo ricorda anche come “spirito guida” durante il suo mandato di assessore e sindaco: «I suoi consigli erano sempre severi, sempre dei “cicchetti” – dice con un sorriso commosso – ma nascondevano apprezzamenti e una profonda sincerità. È sempre stato un riferimento importante per me». La moglie Sandra e suo figlio Emanuele hanno deciso di celebrare i funerali domani pomeriggio alle 16 nella chiesa di Sant’Agostino a San Costanzo, il paese che tanto amava: alle 15.15 partenza dall’obitorio di Pesaro.




