Lazio

corteo contro il degrado urbano

Un anno dopo l’inaugurazione della sede di via Tripoli, tra critiche e polemiche, la destra giovanile romana torna a farsi sentire nel cuore del quartiere Africano.

Sabato mattina, sotto lo slogan “Roma merita di più. La città è nostra, riprendiamocela”, i militanti di Gioventù Nazionale hanno sfilato lungo le principali vie del quartiere, da viale Libia a via di Santa Maria Goretti, prima di concludere la manifestazione con un comizio affollato a piazza Gimma.

Un messaggio politico chiaro

L’iniziativa, sostenuta dai vertici romani di Fratelli d’Italia, si configura come un attacco diretto all’amministrazione Gualtieri e alla guida del II Municipio, da oltre dieci anni un feudo del centrosinistra.

In prima fila, il deputato e fondatore storico del movimento giovanile Marco Perissa, insieme ai coordinatori locali, ha voluto inviare un segnale di presenza e radicamento in un quartiere strategico per la destra capitolina.

Il caso di Piazza Addis Abeba

La scelta del quartiere Africano non è casuale. Al centro delle critiche dei manifestanti c’è soprattutto Piazza Addis Abeba, descritta come simbolo di un degrado crescente. Secondo i partecipanti, l’area sarebbe teatro di bivacchi, risse tra rider, scippi e gestione dei rifiuti inadeguata.

«Non può continuare a essere ostaggio di politiche inefficaci e lontane dai bisogni dei cittadini», hanno scandito i manifestanti durante il percorso verso piazza Gimma, a pochi metri dal mercato coperto e dalle istituzioni municipali.

Proteste e proposte

Durante il comizio conclusivo, i leader di Gioventù Nazionale – tra cui Perissa, la consigliera regionale Chiara Iannarelli e il coordinatore municipale Giovanni Provenzano – hanno tracciato un bilancio politico duro e senza mezzi termini: «L’Africano vive quotidianamente problemi di sicurezza che non possono più essere ignorati. Il nostro obiettivo è trasformare la preoccupazione dei cittadini in azione politica concreta».

Un presidio permanente sul territorio

La manifestazione non si chiude con il corteo: per Fratelli d’Italia, questo è solo l’inizio di una strategia di monitoraggio costante dei quartieri, con l’intento di denunciare le fragilità della giunta capitolina e mantenere un contatto diretto con i residenti più esposti al degrado urbano.

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