Mrs. Lemon – No One Combs My Hair Like The West Wind
Si sono presi il loro tempo i livornesi Mrs.Lemon prima di approdare al primo album su lunga distanza.
Il gruppo, divenuto un sestetto con l’ingresso di Francesco Salvadori (che ha pure registrato e mixato il lavoro), aveva esordito cinque anni fa con il singolo “In Bloom”, preludio di un Ep già bello corposo pubblicato nel 2022, cui ne aveva fatto seguito un secondo (“Wildflower”) nel 2023, alla ricerca dell’amalgama perfetta tra i vari fattori messi in gioco.

In quei pezzi c’era già molta sostanza, ma è stato giusto attendere e non farsi prendere dalla frenesia (in un mondo musicale sempre dietro a numeri e presenze) se poi il risultato è un album come “No One Combs My Hair Like The West Wind”, fatto di dieci pezzi tutti imprescindibili.
Interpretato interamente in lingua inglese, a suggellare un background riconducibile per lo più a un rock di stampo internazionale memore dei seventies, è questo un disco che mette in evidenza una straordinaria gamma di suggestioni, che si traducono nelle diverse atmosfere di cui è permeato, forte di un linguaggio capace di passare agevolmente dal rock al folk, frullando al suo interno elementi pop, roots, soul e psichedelici.
L’inizio, affidato al già edito “Restless”, è emblematico della loro multiforme proposta e funge da ottimo biglietto da visita con i suoi vibranti e intensi riff e una carica a dir poco esplosiva. Seguono i caldi rallentamenti dell’esistenziale “Sow” e di “Fear”, con la prima che mette in mostra una grande prova vocale di stampo soul e la seconda che, dopo delicati fraseggi acustici, vira su un rock d’autore di grande impatto emotivo.
“She’s In Tokyo” e “Nostalgia” mostrano un lato più sbarazzino e romantico, con la seconda che si erge a ballad per antonomasia dell’intero album. È poi la volta di “Chasing” e “Patagonia” dove è forte l’imprinting settantiano, grazie anche a un sapiente utilizzo delle tastiere di Tommaso Macchioni (che in generale riescono a impreziosire l’opera conferendo classe e vivacità).
Verso la fine i Nostri mostrano i muscoli e la propria naturale attitudine con una “Riot” che parte ariosa finendo per coinvolgere pienamente con i suoi echi psichedelici, e una “Sitting On The Sun” dalle felici divagazioni garage e rock’n’roll. La degna chiusura del viaggio è affidata alla morbida “West Wind” che racchiude al suo interno il senso di tutto ciò che abbiamo incontrato.
Una nota di merito, nel contesto di un ensemble valido e coeso in ogni parte, va alle convincenti esecuzioni di Matteo Gavarini, la cui espressiva vocalità diventa in più occasioni il fiore all’occhiello del progetto, con accorate interpretazioni in grado di scomodare paragoni illustri con Damon Albarn (ad esempio in “Sow”) e Paolo Nutini, come accade invece nella languida “Patagonia”.
“No One Combs My Hair Like The West Wind” mostra un gruppo incredibilmente maturo e sicuro dei propri mezzi, con potenzialità evidenti che non lo fanno sfigurare di certo al cospetto di tanti acclamati nomi di area indie-rock della scena contemporanea.
Non esistono segreti nella musica, tantomeno in quella attuale, scorciatoie forse si, ma non è certo a queste che si affidano i Mrs.Lemon, i quali hanno dalla loro la qualità e il puro talento per rapire davvero i cuori di molti ascoltatori.
Raramente mi affido al track by track ma davvero in questo disco non c’è alcun riempitivo e regna sovrana una grande qualità compositiva.
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