Lazio

il riesame smonta le accuse contro Pernasetti

È tornato a Testaccio, il quartiere dove il suo nome continua a evocare uno dei capitoli più oscuri della criminalità romana. Raffaele Pernasetti, storico ex esponente della Banda della Magliana conosciuto negli ambienti della mala come “Er Palletta”, ha lasciato il carcere dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha annullato la misura cautelare emessa nei suoi confronti.

Per il 75enne si chiude così, almeno per ora, un ritorno in cella durato meno di un mese. Era stato arrestato il 15 aprile scorso nell’ambito di una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma contro un presunto gruppo dedito al narcotraffico.

Secondo l’impianto accusatorio, il sodalizio sarebbe stato guidato da Manuel Severa, detto “Il Matto”, mentre Pernasetti avrebbe rappresentato una figura di collegamento tra la vecchia criminalità romana e le nuove generazioni della malavita capitolina.

Un ruolo che gli investigatori consideravano strategico, soprattutto per il peso storico che il suo nome continua ad avere negli ambienti criminali legati alla Banda della Magliana.

La difesa, affidata all’avvocata Eleonora Nicla Moiraghi, ha però smontato davanti ai giudici del Riesame i principali elementi alla base dell’ordinanza cautelare, sia per quanto riguarda le accuse legate al traffico di droga sia per il filone più delicato dell’indagine: il tentato omicidio del meccanico Walter Garofolo, contestato con l’aggravante del metodo mafioso.

Nelle motivazioni della decisione, il Tribunale avrebbe ritenuto assenti le esigenze cautelari necessarie per mantenere in carcere Pernasetti, anche alla luce dell’età avanzata dell’indagato.

Per la normativa vigente, infatti, nei confronti di persone ultrasettantenni la detenzione preventiva può essere applicata soltanto in presenza di circostanze eccezionali, che i giudici non avrebbero ravvisato nel caso specifico.

Ma il punto più delicato riguarda l’attendibilità del collaboratore di giustizia Marco Casamatta, le cui dichiarazioni costituivano una parte centrale dell’accusa.

Secondo la difesa, i racconti del pentito presentavano lacune e incongruenze tali da indebolire in maniera significativa l’impianto investigativo. Una valutazione che il Riesame avrebbe condiviso, almeno nella fase cautelare.

La scarcerazione di Pernasetti rappresenta ora un passaggio pesante per l’inchiesta della Dda romana, che puntava a dimostrare la sopravvivenza di relazioni e strutture riconducibili alla vecchia criminalità organizzata della Capitale.

Per “Er Palletta”, intanto, si riaprono le porte di casa nel quartiere dove la sua figura continua a essere legata alla memoria criminale di una Roma che dagli anni della Banda della Magliana non ha mai smesso del tutto di fare i conti con il proprio passato.

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