il Pnrr accelera tra tram, bus elettrici e nuove ciclabili
Ridurre il traffico, abbattere le emissioni e provare finalmente a cambiare il volto della mobilità romana. È su questa sfida che il Campidoglio ha deciso di concentrare la parte più consistente delle risorse del Pnrr, trasformando trasporti e infrastrutture nel cuore della strategia per il futuro della Capitale.
Quasi metà dei fondi europei gestiti direttamente da Roma è stata destinata alla transizione ecologica e ai nuovi sistemi di trasporto.
Una scelta che vale oltre 550 milioni di euro e che fotografa l’ambizione dell’amministrazione di recuperare il ritardo storico accumulato dalla città sul fronte del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile.
I dati emergono dal monitoraggio della Commissione Speciale Pnrr presieduta da Giovanni Caudo, che ha fatto il punto sullo stato dei progetti finanziati al 31 gennaio 2026.
Il piano coinvolge complessivamente 24 interventi. Dodici sono già entrati nella fase operativa con cantieri aperti e lavori in corso per centinaia di milioni di euro. Un primo progetto è stato completato, mentre per tutti gli altri la vera sfida sarà rispettare la scadenza fissata dall’Europa: giugno 2026.
Tra le opere considerate strategiche c’è la linea tramviaria TVA, il collegamento tra Termini, Vaticano e Aurelio. Un progetto simbolo della nuova mobilità romana, nato per rafforzare il trasporto su ferro in una delle aree più congestionate della città.
Il cronoprogramma, però, si è scontrato con i tempi strettissimi imposti dal Pnrr. Per evitare il rischio di perdere i finanziamenti europei, il Campidoglio ha scelto di rimodulare parte delle risorse concentrandosi sull’acquisto di nuovi tram. Dieci convogli andranno progressivamente a sostituire i vecchi mezzi ancora in servizio, molti dei quali ormai vicini al fine vita dopo decenni di utilizzo.

Più complesso il quadro della Tramvia Togliatti, uno dei cantieri più delicati dell’intero programma. Qui i lavori hanno rallentato a causa delle criticità emerse nel sottosuolo, dove l’assenza di una mappatura completa delle reti interrate ha complicato gli interventi tecnici.
Nonostante le difficoltà, l’obiettivo del Comune resta quello di chiudere i cantieri entro la deadline europea, evitando ritardi che potrebbero compromettere l’utilizzo delle risorse.
Accanto alle grandi opere ferroviarie, il piano punta anche sulla mobilità ciclabile. Una parte dei fondi è stata destinata allo sviluppo del Grab, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, insieme alla realizzazione di nuove piste ciclabili in diversi quadranti della città, dal lungomare di Ostia fino alla periferia est.
Ma il tassello più visibile della trasformazione sarà probabilmente il rinnovo della flotta del trasporto pubblico. Con oltre 400 autobus elettrici previsti, Roma punta ad avviare una graduale sostituzione dei mezzi più inquinanti, riducendo emissioni e impatto ambientale.
Per il Campidoglio il Pnrr rappresenta molto più di un semplice finanziamento: è l’occasione per tentare una modernizzazione rimasta incompiuta per anni.
La partita, però, si giocherà tutta sulla capacità di rispettare tempi e cantieri in una città dove ritardi, burocrazia e imprevisti infrastrutturali hanno spesso frenato ogni grande trasformazione.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link




