verso la riapertura dell’anagrafe in via Prenestina
Un’iniezione di ossigeno per la macchina burocratica del quadrante Est della Capitale. Il Municipio V apre le porte a 12 nuovi dipendenti, neoassunti pronti a prendere servizio nei diversi uffici amministrativi del territorio.
Un arrivo che non rappresenta solo una boccata d’aria per il personale in servizio, ma che segna soprattutto un punto di svolta per una delle ferite aperte del quartiere: la chiusura dello storico presidio anagrafico di via Prenestina.
Il piano di potenziamento
L’arrivo delle nuove risorse è il risultato di una manovra del Campidoglio mirata a rimpinguare gli organici municipali, spesso ridotti all’osso da anni di blocco del turnover.
Per il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, l’ingresso dei 12 funzionari è un «segnale tangibile» dell’attenzione che il Sindaco Gualtieri sta rivolgendo al potenziamento dei servizi pubblici nelle periferie.
Obiettivo via Prenestina: riapre l’ufficio demografico
La notizia più attesa dai residenti riguarda però il destino della sede di via Prenestina. La carenza di personale aveva costretto l’amministrazione a ridimensionare i presidi territoriali, creando non pochi disagi a una comunità che, per una semplice carta d’identità o un certificato, era spesso costretta a lunghi spostamenti e attese estenuanti.
Grazie a questo contingente di nuove leve, l’amministrazione municipale può finalmente accelerare il cronoprogramma per la riapertura dell’ufficio demografico.
«Si tratta di un presidio fondamentale per il territorio — sottolinea Caliste — un passo concreto per garantire servizi più efficienti, accessibili e, soprattutto, vicini alle persone».

Investire sulla “macchina pubblica”
La strategia è chiara: ridurre i disagi e accorciare le distanze tra cittadino e istituzioni. La riapertura di via Prenestina non è solo un atto burocratico, ma la restituzione di un diritto alla cittadinanza in un quadrante densamente popolato che reclama, da tempo, una presenza più capillare degli uffici comunali.
Con l’arrivo dei nuovi dodici, la “macchina pubblica” del Municipio V prova a rimettersi in moto, puntando a una normalità fatta di tempi d’attesa certi e sportelli aperti sotto casa.
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