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Donald liquida la guerra all’Iran: “Scaramucce, non ha possibilità”

“L’intervento a Hormuz è una scaramuccia, e Teheran non ha chance, non le ha mai avute”. Sono le parole decise di Donald Trump che tenta di minimizzare i nuovi scontri. La Casa Bianca sembra riluttante a un’ulteriore escalation. Sulla stessa linea il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth che ha precisato che l’operazione per proteggere le navi mercantili è temporanea e la tregua, in vigore da quattro settimane, non è ancora terminata. “Non cerchiamo lo scontro”, ha chiarito. “Al momento il cessate il fuoco regge, ma terremo la situazione sotto stretta osservazione”. E ha aggiunto: “La missione Project Freedom è una missione difensiva” ed “è separata dall’operazione Epic Fury”. Ma secondo fonti di Axios: “Trump potrebbe dare l’ordine di riprendere la guerra entro la fine della settimana se la situazione di stallo diplomatico continuasse”.

Le tensioni persistono. L’esercito statunitense ha fatto sapere di aver distrutto sei piccole imbarcazioni iraniane, oltre a missili da crociera e droni. L’Iran pure ha lanciato missili contro navi statunitensi lunedì e attaccato gli Emirati Arabi Uniti, un alleato regionale chiave di Washington, con razzi e droni. Poco dopo l’intervento di Hegseth, Abu Dhabi ha fatto trapelare che le sue difese aeree stavano nuovamente subendo raid dall’Iran e ha precisato che si riserva il “pieno e legittimo diritto” di rispondere. Le manovre diplomatiche però proseguono. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è volato a Pechino dove incontrerà il suo omologo cinese Wang Yi, mentre il presidente Masoud Pezeshkian sarebbe “estremamente irritato” con il comandante dei pasdaran, Ahmad Vahidi, per i raid contro gli Emirati, definendoli un atto “irresponsabile” compiuto senza che il governo ne fosse a conoscenza.

Lo Stretto di Hormuz è praticamente chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato i raid contro l’Iran il 28 febbraio, ciò ha causato l’innalzamento dei prezzi delle materie prime in tutto il mondo. L’Iran ha di fatto sigillato il canale e minacciato di schierare mine, droni, missili e motovedette veloci. Gli Stati Uniti hanno risposto bloccando i porti iraniani e organizzando transiti scortati per le navi mercantili. Due cacciatorpediniere della Marina americana hanno attraversato Hormuz e sono entrati nel Golfo dopo aver schivato un bombardamento iraniano. La compagnia danese Maersk ha annunciato che una delle sue navi, la Alliance Fairfax, ha attraversato lo Stretto sotto scorta statunitense. Il generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore congiunto Usa, ha comunicato che dal cessate il fuoco del 7 aprile, l’Iran ha attaccato le forze americane più di 10 volte. Tuttavia, le incursioni sono rimaste “al di sotto della soglia necessaria per riprendere le principali operazioni di combattimento in questo momento”, ha assicurato.

Sul fronte del negoziato invece Araghchi ha messo in guardia gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti dal farsi trascinare in una “palude”.

Mentre un alto funzionario pakistano coinvolto nelle trattative ha rivelato che la “diplomazia segreta” continua a lavorare: “Abbiamo profuso molti sforzi, in realtà entrambe le parti hanno ridotto le divergenze sulla maggior parte delle questioni”. Trump ieri ha poi esortato dallo Studio Ovale: “Dovrebbero fare la cosa giusta, perché non vogliamo uccidere persone. Io non voglio farlo”.


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