Appalti, in Umbria proposta di legge contro lavoro povero e per garantire controlli più severi

di Dan.Bo.
Fare della Regione e dei suoi enti «un modello di committenza pubblica responsabile», capace di contrastare il lavoro povero, il dumping contrattuale e le irregolarità contributive e retributive negli appalti pubblici. Si possono sintetizzare così gli obiettivi della proposta di legge che, dopo i necessari passaggi in maggioranza, il consigliere regionale di Avs Fabrizio Ricci vuole mettere sul tavolo dell’Assemblea legislativa.
La sentenza La proposta, definita «efficace ed estremamente innovativa», nasce anche nel solco della recente sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la norma della Toscana sul salario minimo negli appalti, fissando limiti chiari all’intervento delle Regioni su questo terreno. «In Umbria – scrive Ricci presentando il testo costruito anche sulla base delle audizioni fatte con i sindacati – serve una legge contro il lavoro povero negli appalti. Servono regole e criteri più stringenti per garantire la sicurezza, la dignità del lavoro e una retribuzione minima equa».
La proposta L’impianto si muove su più livelli. Da una parte si punta a rafforzare gli strumenti di controllo, a partire dall’Osservatorio regionale sui contratti pubblici, con l’obiettivo di monitorare quali contratti collettivi vengono applicati e verificare il rispetto degli indirizzi. Dall’altra si interviene sull’indirizzo delle amministrazioni, con linee guida della giunta e accordi con le parti sociali per rendere più uniforme l’applicazione delle norme e limitare scelte al ribasso. Un altro elemento riguarda la prevenzione. Per gli appalti più rilevanti è previsto un confronto preliminare tra soggetti pubblici, organi di vigilanza, imprese e rappresentanze dei lavoratori, così da individuare in anticipo possibili criticità legate a sicurezza, regolarità e condizioni di lavoro.
Rafforzamento «La nostra proposta – prosegue il consigliere di Avs – punta a rafforzare gli strumenti regionali per la promozione della legalità, della trasparenza, della tutela del lavoro e della sicurezza». L’obiettivo, aggiunge, è «promuovere la qualità del lavoro e la sicurezza, contrastando fenomeni di dumping contrattuale, lavoro povero e irregolarità». Nel complesso l’iniziativa mira a incidere soprattutto sulla qualità della domanda pubblica, utilizzando gli strumenti già disponibili per orientare le scelte delle amministrazioni e rafforzare le tutele. «In attesa del salario minimo nazionale del quale il nostro Paese non può più fare a meno – conclude Ricci – una norma regionale di civiltà come questa può incidere realmente sulla condizione di vita e di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri».
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