Holly Humberstone – Cruel World
“Can You Afford To Lose Me?” si chiedeva Holly Humberstone qualche anno fa. Era il 2022, l’anno in cui questa cantautrice inglese classe 1999 ha vinto il BRIT Award come “Rising Star” un bel trampolino di lancio prima dell’uscita dell’album d’esordio “Paint My Bedroom Black” (2023) come l’apertura dei concerti di Girl In Red, Taylor Swift, Olivia Rodrigo e Sam Fender.

Il secondo disco, “Cruel World”, realizzato con l’aiuto di Rob Milton e Jon Green, Benjamin Francis Leftwich e Mikky Ekko, Ilsey Juber, Nate Campany e un buon numero di collaboratori è un nuovo inizio, curato negli arrangiamenti. Il piano, gli archi, la chitarra lap steel convivono con sintetizzatori e un gusto per il pop che non diventa mai troppo scontato, raramente eccessivo.
La sincerità di Holly Humberstone fa il resto soprattutto in “Make It All Better” in cui i ricordi tornano a far male o nella cinematografica “To Love Somebody”, mentre il ritornello della title track e l’agrodolce “Die Happy” raccontano di storie finite ma non dimenticate. E’ venerdì in “White Noise” e l’aspettativa sale, le deliziose armonie di “Lucy” trasportano piacevolmente verso il brano migliore dell’album: l’intensa “Red Chevy” in cui la voce di Humberstone dà il meglio.
Ben costruita “Drunk Dialling” con un crescendo che culmina nel ritornello, “Peachy” ballata col cuore in mano, il piano e gli archi a sottolineare il testo (“God knows i’m twenty – four i’m still a baby“). “Blue Dream” unisce melodie pop ed elettronica, “Beauty Pageant” è il momento più vulnerabile e riflette sugli impossibili standard di bellezza odierni. Riesce a fare un disco pop fresco e non banale Holly Humberstone e realizza il suo album migliore.
Source link




