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Kimi Antonelli a Miami ne fa tre di fila (con dedica ad Alex Zanardi)

«Questa pole è per Alex». Kimi Antonelli lo aveva detto sabato sera, in quel momento di grazia in cui il cronometro sanciva per la terza volta di fila il suo primato assoluto. Alex Zanardi, bolognese come lui, mentore, amico di famiglia, era scomparso il primo maggio 2026, due giorni prima della gara. E il primo maggio, in questo sport, è una data che non si dimentica: trentadue anni prima, nel 1994, Ayrton Senna aveva perso la vita a Imola. Due nomi, due date che coincidono, due uomini che la Formula 1 porta con sé. E adesso un ragazzo di diciannove anni da Bologna che vince a Miami con quella dedica ancora addosso.

Terza vittoria in questo mondiale, terza partenza dalla pole. Un parallelismo che non ha precedenti recenti: per trovare un confronto occorre tornare agli esordi dello stesso Senna e di Michael Schumacher, gli unici due piloti ad aver aperto la propria stagione con tre pole consecutive prima di Antonelli. Il ragazzo cui, a undici anni, gli addetti ai lavori già attribuivano un controllo istintivo della vettura sul bagnato, qualcosa che ricordava i grandi campioni assoluti, ha trasformato in fretta quella promessa in certezza.

Il percorso è noto, ma vale ripercorrerlo: Formula 2 saltando la Formula 3, poi le monoposto datate della stella a tre punte per capire il mezzo, i simulatori, la pazienza di Toto Wolff nel costruire un programma senza bruciare le tappe. Un solo anno di apprendistato e poi questo. Tre vittorie, tre pole, la testa del campionato del mondo.

Sabato: McLaren domina la Sprint, Antonelli risponde in qualifica

Il sabato aveva già raccontato due storie diverse. Nella Sprint, Norris aveva condotto dall’inizio alla fine. Diciannove giri, McLaren prima e seconda con Piastri, Leclerc terzo. Antonelli, partito dalla prima fila, aveva di nuovo perso posizioni al via per mancanza di grip posteriore, poi era stato penalizzato di cinque secondi per track limits e aveva finito sesto. Mercedes aveva perso per la prima volta in stagione. La McLaren aveva portato a Miami un pacchetto di aggiornamenti significativo, e si vedeva.

Nelle qualifiche del pomeriggio, però, Mercedes aveva risposto. Antonelli aveva messo un giro di 1’27”798 che nessuno era riuscito ad avvicinare: Verstappen secondo a 0”166, Leclerc terzo, Norris quarto. Russell quinto, Hamilton sesto, Piastri settimo. Hadjar, che aveva ottenuto un tempo da Q3, era stato poi escluso per non conformità tecnica (un fondo sporgente di 2 millimetri oltre il volume ammesso) e aveva dovuto partire dalla pit lane con gomma dura.


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