Società

Biagio Antonacci: «Non mi sono mai sposato: per proteggere chi ti sta vicino bastano testamenti chiari. Non ho mai letto un libro perché ho una forma di dislessia che non aiuta»

«Sono passato attraverso burrasche ma tutte arrivate dopo solidità durate decenni. Non mi sono mai sposato, ma ho sempre sentito la stessa responsabilità. La verità è che non ne ho mai sentito la necessità. Per proteggere chi ti sta vicino bastano testamenti chiari. Se mai dovessi sposarmi, però, vorrei che a celebrare fosse il mio amico Antonio Albanese», dice Antonacci, che rivela per la prima volta di non aver mai letto un libro. «Ho una forma di dislessia che non aiuta: mi perdo dopo poche righe e un dottore specializzato in disturbi cognitivi mi ha detto che potrebbe essere proprio quella la causa. Ogni tanto leggo poesie, amo Giorgio Caproni. So che tanti colleghi si ispirano a dei romanzi per le loro canzoni, io rubo dalla gente, gli anziani sono libri umani».

Milano Evento Vanity Fair 20 anni. Nella foto  Biagio Antonacci e Paola Cardinale

Milano, Evento Vanity Fair 20 anni. Nella foto Biagio Antonacci e Paola CardinaleManuele Mangiarotti / IPA

Poi Biagio Antonacci parla dell’estate affollatissima di impegni che lo vedrà protagonista – «Andiamo in provincia in spazi che hanno una storia da raccontare. Mi porto dietro la famiglia e so che fermandomi così a lungo si formerà una piccola comunità intorno allo show» -; dell’album che uscirà nel 2026 – «Sarà l’ultimo disco pop della mia vita. Poi mi piacerebbe andare verso il minimalismo voce e chitarra o verso l’elettronica spinta. Sono un uomo pop, difficile uscire da lì, ma sono attratto da altro» – e dei successi del passato. Come Liberatemi del 1992: «La mia ultima chance. Ero al terzo disco e pensavo di non potercela fare a vivere di questo: fosse andata male sarei tornato a fare il geometra». E come Iris del 1998: «Le cambiai nome. Nasceva dalle lettere di una fan che usava un pennarellone blu per farsi notare. Iniziava così “Sara tra le tue poesie”, ma c’era già la Sara di Venditti e un amico suggerì una serie di nomi di fiori, tra cui Iris, come sua madre. Alle fan che mi fermano per strada la dedico mettendoci il loro nome».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »