Da una Capitale della Cultura all’altra, il Friuli Venezia Giulia si vive pedalando
Circa un’ottantina di chilometri separano Gorizia da Pordenone, rispettivamente punto di partenza e arrivo del tour “Da Capitale a Capitale, passando il testimone della cultura”. In programma dal 4 all’8 maggio, questo viaggio in bicicletta alla scoperta del Friuli Venezia Giulia va oltre il semplice itinerario cicloturistico: al centro ci sono la mobilità lenta, l’enogastronomia e il dialogo tra comunità. Lungo la Ciclovia Pedemontana FVG3, il percorso attraversa la regione da est a ovest, seguendo il profilo delle Prealpi e toccando città d’arte, borghi, vigneti, corsi d’acqua e paesaggi collinari fino alle prime montagne.
La partenza è prevista da Gorizia e Nova Gorica, nominate insieme Capitale Europea della Cultura 2025. Qui, il tracciato si snoderà tra il centro storico, il Rafut, la Transalpina, l’Isonzo e il Parco Piuma, con una tappa alla Digital Art Gallery (Dag): un centinaio di metri rivestiti di LED di ultima generazione che trasformano la Galleria Bombi nella più grande opera d’arte digitale d’Europa.

Il giorno successivo, lasciate alle spalle le atmosfere di confine, il viaggio proseguirà verso un Friuli diverso, fatto di colline, vigneti, architetture storiche e sapori locali. Destinazione Cormons, da cui parte il primo tratto della Ciclovia FVG3 fino a Cividale del Friuli, un tragitto di circa 25 chilometri su fondo misto.
Nel pomeriggio, sarà la volta dell’area del Gemonese, con una sosta a Venzone e una camminata lungo l’Anello delle Chiesette. In una data simbolica, a un giorno dal cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, il percorso farà tappa a Gemona del Friuli, tra i centri abitati più colpiti dal sisma e poi ricostruiti nel rispetto dell’aspetto originario, diventando simbolo del “Modello Friuli”, riconosciuto a livello internazionale. La giornata si concluderà a San Daniele del Friuli, borgo collinare noto nel mondo per il prosciutto crudo, ma anche luogo di arte e cultura grazie alla Biblioteca Guarneriana, la più antica della regione, che custodisce preziosi codici miniati, tra cui una Divina Commedia del XIV secolo.

Paesaggio, acqua e borghi sono le parole chiave del terzo giorno. Si partirà da San Daniele per arrivare a Spilimbergo, città d’arte sede della Scuola Mosaicisti del Friuli.

Prevista anche una sosta alla Riserva del Lago del Cornino, area di grande valore naturalistico ai margini delle Prealpi Carniche, dove da oltre vent’anni è attivo un progetto internazionale per la tutela dell’avvoltoio grifone. Il percorso proseguirà poi verso Toppo di Travesio, uno dei borghi più belli d’Italia, ai piedi del monte Ciaurlec.

La quarta giornata sarà dedicata al Friuli occidentale, lungo un tratto di 44 chilometri della pedemontana pordenonese. Da Maniago, conosciuta nel mondo per la produzione di coltelli e porta d’accesso alle Dolomiti Friulane, il tour continuerà verso Polcenigo, borgo d’acqua e pietra, e Sacile, attraversata dal fiume Livenza e nota per la sua eleganza veneziana.

L’itinerario si concluderà a Pordenone, chiudendo idealmente il passaggio di testimone: dopo Gorizia e Nova Gorica, Capitale europea della Cultura 2025, il viaggio termina, infatti, nella città designata Capitale italiana della Cultura per il 2027.

Il filo conduttore dell’esperienza è raccontare la regione non come un insieme di tappe separate, ma come un territorio unico dalle diverse sfaccettature, da scoprire pedalata dopo pedalata. Un invito a conoscere il Friuli Venezia Giulia con lentezza, coniugando attività all’aria aperta e contenuti culturali.
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