Tra sfide globali e resilienza locale in Calabria si arrendono 28 imprese al giorno
La Calabria continua la sua travagliata transizione economica all’interno di un paesaggio di luci e ombre. Un orizzonte che riflette una realtà imprenditoriale sempre più dinamica, ma anche fragilissima. In un contesto segnato dalla tempesta perfetta che scuote i pilastri dell’economia globale (tra i venti di guerra, l’impennata dei prezzi energetici, l’aumento del carburante e la crisi delle materie prime) il panorama delle imprese in Calabria, negli ultimi anni, ha mostrato una straordinaria capacità di adattamento. Ma oggi, più che mai, quella stessa resilienza sta vacillando sotto il peso di eventi esogeni che minacciano di travolgere l’intero tessuto produttivo regionale. I segni di un’erosione profonda sono, purtroppo, evidenti.
Lo scenario
L’economia calabrese corre sul crinale definito dalle ultime rilevazioni di Unioncamere-Movimprese sui primi tre mesi del 2026, tra pietre d’inciampo e spianate. Con numeri in chiaro scuro. Il report ricostruisce il perimetro produttivo che appare meno vasto rispetto a un anno fa con una variazione negativa nello stock delle realtà economiche registrate in Calabria che scendono dalle 182.798 del 31 marzo del 2025 alle attuali 180.608 registrate al 31 marzo di quest’anno. Variazione negativa anche nel granaio delle imprese attive che si riducono dalle 157.242 di un anno fa alle attuali 155.168. Da gennaio a marzo, dunque, il sistema regionale ha continuato a muoversi su un campo di battaglia corroso dalle difficoltà che portano i segni dell’erosione che si è registrata dopo la frattura pandemica.
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