il viaggio nella periferia dimenticata
C’è chi non può uscire di casa da mesi perché l’ascensore non funziona. Chi combatte ogni giorno con infiltrazioni d’acqua che invadono garage e cantine. E chi, nel 2026, continua a cucinare con una bombola di gas perché nel proprio appartamento la rete del metano non è mai arrivata.
A Bastogi, uno dei quartieri simbolo delle fragilità della periferia romana, il tempo sembra essersi fermato. E il sopralluogo effettuato da Fratelli d’Italia riporta sotto i riflettori una situazione che i residenti denunciano da anni.
A visitare il complesso di edilizia residenziale pubblica è stato Marco Perissa, deputato, vicepresidente della Commissione Periferie della Camera e presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia.
La tappa rientra nel ciclo di incontri dedicato ai quartieri della Capitale e, al termine della visita, il parlamentare non usa mezzi termini.
«Quello che abbiamo trovato è inaccettabile», afferma. «Non si tratta di problemi isolati, ma di un degrado che si trascina da decenni e che incide sulla qualità della vita di centinaia di famiglie. Chi vive qui continua a pagare il prezzo di interventi mai completati e di servizi essenziali che non vengono garantiti.»
Durante il sopralluogo i residenti hanno raccontato una quotidianità fatta di disagi continui. Tra le situazioni segnalate c’è quella di una persona con una grave disabilità che, a causa dell’ascensore fuori servizio da mesi, sarebbe impossibilitata a lasciare la propria abitazione.
Altri condomini denunciano perdite d’acqua che interessano da anni i locali interrati, frequenti problemi con l’acqua calda e impianti di riscaldamento che funzionano a intermittenza.
A rendere ancora più complesso il quadro è la particolare conformazione del complesso, nato dalla riconversione di un ex residence. Alcuni appartamenti, infatti, non sono collegati alla rete del gas e le famiglie continuano a utilizzare bombole per le esigenze domestiche.
Tra i temi affrontati anche quello della sicurezza degli edifici. Secondo quanto riferito da Perissa, nella palazzina E sarebbero ancora presenti canne fumarie contenenti amianto, mentre negli altri fabbricati sarebbero già state sostituite.
Una situazione sulla quale il deputato chiede verifiche approfondite, anche in relazione alle preoccupazioni manifestate dagli abitanti riguardo all’incidenza di patologie oncologiche.
Per il parlamentare è necessario un intervento diretto del Campidoglio. «Il sindaco Roberto Gualtieri dovrebbe venire personalmente a Bastogi, ascoltare chi vive qui e assumersi l’impegno di dare risposte concrete. Le periferie non possono essere ricordate soltanto quando si avvicinano le elezioni.»
Il sopralluogo rappresenta, nelle intenzioni di Fratelli d’Italia, solo una tappa di un percorso più ampio. Perissa ha annunciato che il “Viaggio nella città reale” proseguirà nei prossimi mesi con nuove visite nei quartieri della Capitale per raccogliere segnalazioni e portarle all’attenzione delle istituzioni.
Tra gli impegni assunti anche quello di ripristinare la pensilina della fermata dell’autobus di Bastogi, indicata come un primo intervento concreto a beneficio del quartiere.
Alla visita ha partecipato anche l’associazione Luce Sia, che ha raccolto le testimonianze degli abitanti. «Entrare a Bastogi significa confrontarsi con una realtà che nessuno dovrebbe essere costretto a vivere», spiegano i rappresentanti dell’associazione.
«Abbiamo incontrato famiglie che convivono con il degrado da trent’anni. Ci ha colpito la storia di una donna che vive con altre tre persone in appena 45 metri quadrati e che ci ha chiesto una cosa molto semplice: perché continuare a vivere così? Una casa dovrebbe essere un luogo di sicurezza, non una condanna. Per questo continueremo a essere al fianco dei residenti affinché le loro richieste trovino finalmente ascolto.»
Il sopralluogo riaccende così i riflettori su uno dei quartieri più complessi della Capitale, dove le criticità denunciate dai residenti si intrecciano con il dibattito politico sulla gestione delle periferie.
Un confronto destinato a proseguire, mentre chi vive a Bastogi continua ad aspettare risposte che, da anni, tardano ad arrivare.
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