Omicidio nel Caridi di Catanzaro: Pugliese ucciso in cella mentre il branco stava a guardare
Prima l’insulto patito: «Pisciaturu»; e poi uno schiaffo indirizzato al volto tanto forte da fargli cadere gli occhiali a terra. Per questi motivi Cataldo De Luca, 41enne di Cirò Marina, si sarebbe scagliato contro Antonio Pugliese, anche lui cirotano, pestandolo a morte nella sua cella del carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro il 7 luglio 2024. Lo ha scoperto la Procura di Catanzaro con l’operazione che ha portato i poliziotti della Squadra Mobile ad arrestare cinque persone (quattro di loro erano già detenute), finiti al centro vario titolo nella vicenda di sangue.
Accusati di concorso omissivo in omicidio
Le manette sono scattate da un lato per lo stesso De Luca che deve rispondere di omicidio, e dall’altro per Gianluca La Forgia (42 anni, di Crotone), Vincenzo Malena (46, Cirò Marina), Francesco Molinaro (43, Lamezia Terme) e Dimitar Dimitrov Todorov (29, Bulgaria), accusati di concorso omissivo in omicidio. Le misure cautelari sono state disposte dalla giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Teresa Lidia Gennaro, che ha accolto la richiesta della sostituta procuratrice, Sarah Cacciaguerra. Ci sono voluti quasi due anni agli inquirenti per ricostruire punto per punto l’assassinio. In questi mesi, gli investigatori hanno raccolto testimonianze, immagini delle telecamere di videosorveglianza e perizie tecnico-scientifiche, che sono serviti a fare luce sulla morte di Pugliese. All’origine dell’aggressione violenta ci sarebbe stato un litigio sorto in cella tra la vittima e De Luca. Quest’ultimo, stando all’ipotesi di Procura e gip di Catanzaro, si sarebbe scagliato contro Pugliese (che versava in uno stato di alterazione per aver assunto in precedenza sostanze stupefacenti e alcol), colpendolo con calci e pugni in parti vitali del corpo: alla testa, al torace e all’addome fino a provocargli gravi lesioni che sfociarono nel suo decesso, avvenuto qualche minuto dopo. Mentre per La Forgia, Todorov, Malena e Molinaro, i magistrati hanno escluso un coinvolgimento materiale nel barbaro pestaggio.
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