Katia Follesa: «Separarsi con Angelo Pisani è stata una decisione saggia: abbiamo avuto la fortuna di guardare avanti e salvare quello che poteva essere salvato. Ma abbiamo toccato il fondo prima di arrivare a questa consapevolezza»
«Non volevo precludermi di vivere quello che mi stava capitando. Però, ecco, tra di noi non c’è mai stato il giudizio o il rancore. Ora siamo separati da qualche anno e stiamo benissimo: lui con la sua vita e io con la mia. Ma abbiamo toccato il fondo prima di arrivare a questa consapevolezza e l’abbiamo toccato insieme. Solo che in quel momento ci siamo detti: che facciamo, risaliamo e cerchiamo di tornare a respirare? Separarsi è stata la decisione più saggia». I due, intanto, continuano a lavorare insieme a Comedy Match sul Nove: «Per me avere Angelo nel cast era determinante essendo un programma di improvvisazione comica e pochissima gente sa improvvisare. Lui, come tutti gli altri comici del cast, è bravissimo: non poteva mancare».
Daniele Venturelli/Getty Images
Insieme a una riflessione sui 50 anni che ha compiuto a gennaio – «Trovo che i 50 anni siano una età stupenda: hai fatto tante cose, hai messo alcune bandierine sulla tua carriera, hai o non hai figli, ma non c’è più l’aspettativa e si attenua la sensazione del working in progress... Anche per questo, tutto quello che avviene, avviene con leggerezza» -, Katia Follesa spiega di essersi finalmente presa il lusso di fare una cernita delle proposte che le arrivano; riflette su come il corpo delle donne venga sempre giudicato – «Quando sono dimagrita si è abbattuto su di me il giudizio universale, addirittura si era detto che non facessi più ridere» -, e aggiunge di aver lavorato insieme ad Angelo Pisani per far sì che la loro figlia adolescente non si faccia influenzare da tutto quello che vede sui social: «Lei è molto sana e saggia. Non ha TikTok ma tante passioni belle come il cinema e il teatro, ora fa anche l’accademia teatrale di Grock. Io e Angelo ci confrontiamo ogni giorno e quello che trasmettiamo è questo senso di libertà e al tempo stesso di autostima. Siamo due giullari, lei ogni tanto si vergogna… Ma l’idea era spiegarle di non preoccuparsi di quello che pensa la gente e di esprimersi, senza paura del confronto, dal momento che non tutto si risolve dicendo tu hai ragione o tu hai torto. Siamo fortunati».
Source link





