Toscana

Niente festa post partita allo stadio per celebrare l’Arezzo in serie B: i perché della questura

Mancava un piano di sicurezza adeguato. Ed è per questo motivo che la festa allo stadio è stata fermata. All’indomani dell’evento celebrativo, prima annunciato e poi annullato dalla società sportiva, per la promozione in serie B dell’Arezzo, è la polizia di Stato a specificare le motivazioni che hanno spinto il questore a non autorizzare la mega festa che sarebbe iniziata al termine della partita di oggi, 2 maggio, contro il Vicenza.

L’annuncio della società

comunicato arezzo-2

Alle 10.32 di ieri, 1° maggio, la SS Arezzo attraverso una nota annunciava che: “Conclusa la premiazione, e dopo il deflusso parziale del pubblico presente – in particolare della tifoseria ospite – lo stadio riaprirà le sue porte. Dalle 20:30, infatti, i cancelli saranno nuovamente accessibili anche ai cittadini che non hanno assistito alla partita, così da permettere a tutta la città di unirsi alla festa. Da quel momento in poi, l’impianto si trasformerà in un grande spazio celebrativo: dj set, musica e intrattenimento, accompagneranno la serata, in un clima di condivisione e orgoglio sportivo. Tutte le attività si svolgeranno esclusivamente all’interno dello stadio, in un contesto controllato e presidiato. L’accesso serale, con ingresso libero, sarà regolato secondo le disposizioni di sicurezza vigenti, con la presenza di steward e personale dedicato alla gestione dei flussi. La S.S. Arezzo invita tifosi, famiglie e cittadini a partecipare con entusiasmo e responsabilità a una giornata che celebra non solo un risultato sportivo, ma un percorso costruito insieme, passo dopo passo, stagione dopo stagione”.

Alle 13.36 è stata sempre la società ad annunciare che l’evento sarebbe stato annullato su disposizione della questura.

I perché del no del questore

Oggi, attraverso un comunicato stampa, arrivano le motivazioni che hanno supportato la questura nel prendere questa decisione.

“Sono state riscontrate – si legge nella nota – gravi carenze nella pianificazione dell’evento, con particolare riferimento all’assenza di un piano di sicurezza adeguato, strutturato e conforme alle disposizioni vigenti in materia di safety e security, misure volte essenzialmente a garantire l’incolumità dei partecipanti. L’iniziativa, per come prospettata, prevedeva un’apertura indistinta al pubblico, anche oltre gli spettatori presenti alla gara, senza alcuna possibilità di determinare preventivamente il numero di partecipanti. Tale impostazione, priva di un’adeguata pianificazione dei flussi e delle capienze, risulta incompatibile con le condizioni minime richieste per lo svolgimento in sicurezza di eventi con un importante afflusso di persone. Come noto, a seguito dei fatti verificatisi a piazza San Carlo Torino nel giugno del 2017, il quadro normativo è stato significativamente rafforzato, imponendo misure rigorose che richiedono una progettazione preventiva, dettagliata, comprensiva di misure sanitarie, presidi antincendio, gestione delle emergenze, nonché un controllo dei flussi di pubblico e la possibilità di uscire in sicurezza in caso di emergenza.

Nel caso in esame purtroppo tali elementi non risultavano previsti, comunicati, né adeguatamente formalizzati. In assenza dei presupposti minimi richiesti dalla normativa vigente, non è stato possibile autorizzare l’evento. La questura di Arezzo ribadisce che la sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di valutazioni approssimative e che ogni iniziativa aperta al pubblico deve essere supportata da una pianificazione completa e verificabile in quanto l’incolumità dei partecipanti ad un evento è una condizione assolutamente imprescindibile”.

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