Scienza e tecnologia

nel 2013 il CryEngine mostrava tutti i suoi muscoli

In questi giorni ci è capitato proprio di pensare a Crysis 4, nuovo capitolo della serie di sparatutto Crytek che, subito dopo il risicato annuncio, è completamente scomparso dai radar. Abbiamo quindi colto la palla al balzo e abbiamo riscaricato Crysis 3, che a distanza di tutti questi anni è stato ancora una volta in grado di sorprenderci.

A scanso di equivoci, quella che abbiamo rigiocato non è la Remastered, che per tutta una serie di motivi che non staremo qui a spiegare viene considerata non all’altezza dell’edizione originale del 2013, almeno su PC. Nonostante il gioco abbia ormai sulle spalle la bellezza di 13 anni, riesce sotto numerosi punti di vista a dare le piste alla maggior parte delle produzioni odierne, pur essendo arrivato sul mercato in un momento nel quale non esistevano tecnologie come il Ray Tracing. Dopotutto, Crytek è sempre stata un passo avanti agli altri dal punto di vista tecnologico e quel ci gira Crysis è ormai impresso nella mente di qualsiasi giocatore PC.

Le impostazioni e il colpo d’occhio iniziale

La prima cosa che si nota avviano Crysis 3 su PC è quanto fosse diversa la schermata delle impostazioni di un gioco dell’epoca. Nonostante si stia parlando di una produzione tecnicamente avanzata, il ventaglio di opzioni disponibili non è ampio quanto ci si aspetterebbe e non ci sono opzioni per regolare il FOV, personalizzare il framerate o altre impostazioni che oggi sono praticamente la norma.Troviamo invece quello che è un retaggio del passato, che ha caratterizzato uno specifico periodo: il supporto al 3D. La disastrosa tecnologia, che è ormai solo un ricordo, vanta infatti un’apposita sezione nella schermata delle opzioni.

Chiusa la doverosa parentesi dedicata alle impostazioni, abbiamo dato il via all’avventura nei panni di Prophet, che ha saputo sbalordirci sin dal primo frame. Già la sezione nella base operativa del CELL, l’organizzazione militare che ci tiene prigionieri, riesce a sorprendere: non solo troviamo un dettaglio grafico elevato, ma anche la pioggia battente che dona al momento quel tocco in più. Possiamo anche apprezzare la straordinaria qualità dei volti come quello di Psycho: certo, le animazioni facciali non sono straordinarie, ma ciò non toglie che ogni viso sia modellato in modo eccezionale e non sembra essere trascorso un giorno dall’uscita.

Il CryEngine 3 mostra ancora i muscoli

Nella prima porzione dell’avventura, tra i pregi più evidenti dello sparatutto Crytek troviamo senza dubbio la tessellation, che è poi uno dei principali motivi per cui il gioco è riuscito a meravigliare tutti già all’epoca. Questa tecnica dona profondità alle texture in tempo reale e sulle superfici metalliche della struttura non può che risaltare.

Dobbiamo però dire che il CryEngine 3 esplode dopo questa prima missione, quando Prophet e Psycho raggiungono una spettacolare New York post-apocalittica. Questo scenario è esaltato non solo dal mero dettaglio grafico, ma anche da un sistema di illuminazione globale in tempo reale che, almeno 13 anni fa, era decisamente all’avanguardia e faceva sì che i raggi di luce si comportassero in modo realistico.Se pensate che sia finita qua, sappiate che il colpo d’occhio trae beneficio anche da un altro grande pregio del motore di Crysis 3, che è di quelli che non si vedono praticamente in nessun gioco. Ci riferiamo alla fisica della vegetazione, che è qualcosa alla quale è impossibile non fare caso. Siamo infatti abituati ad una vegetazione piatta e statica anche in giochi dal comparto tecnico importante ed è proprio per questo motivo che, immediatamente, l’occhio cade sui fili d’erba che si muovono tutti in modo credibile, reagendo al vento, alle esplosioni e a qualsiasi altra sollecitazione.

Il bello è che, nonostante tutto, gli scenari sono meno statici di quanto si possa immaginare. È possibile ad esempio raccogliere un gran numero di oggetti da lanciare con la super-forza della nanotuta sui nemici, colpire gli alberelli più sottili per distruggerli in modo realistico e persino interagire con determinati elementi del fondale, magari distruggendo i supporti di un vagone ferroviario sospeso per farlo cadere sulla testa di un nemico che pattuglia l’area.

Un gioco ancora impressionante oggi

Certo, bisogna fare i conti con un livello di ottimizzazione problematico persino sulle macchine da gioco moderne e con effetti particellari che non sono invecchiati benissimo, ma al di là di questi dettagli, è semplicemente incredibile giocare oggi un prodotto del genere con la consapevolezza del tempo trascorso dall’uscita e non possiamo che guardare con estrema curiosità al futuro della serie, che potrebbe davvero essere dirompente.


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