Società

«È stato bello»: le lettere segrete di Karl Lagerfeld per il suo grande amore perduto

Quando nel 1989 perde il suo Jacquot, come affettuosamente lo chiamava, Lagerfeld non rivela il suo dolore a nessuno tranne che ad Armelle de Bascher, la madre di Jacques. Nel corso di più di 25 anni, Karl scrive oltre 600 tra lettere e fax ad Armelle, che spesso spediva insieme a libri, dischi, inviti: un lungo rapporto epistolare rimasto nascosto fino al 2015 quando, alla morte di Armelle, la nipote di Jacques, Emilie Grangié, consegna queste lettere all’amico Richard Mogni con l’idea di farne un libro. L’idea di fare di questa corrispondenza anche il soggetto di una mostra è dello stesso Mogni, consapevole di quanto questi scritti fossero in grado di restituire un ritratto inedito, toccante, intimo di una delle personalità più riservate del mondo della moda.

L’esposizione romana, aperta da una installazione composta da proiezioni che prova a restituire la ricchezza del mondo di Karl e Jacquot, comprende 30 lettere originali e documenti legati alla vita lavorativa e quotidiana dello stilista, ma anche disegni e fotografie che spesso inviava insieme alle lettere: bozzetti figli di lunghe notti insonni e fotografie, di vecchi amici o di luoghi in cui la coppia aveva vissuto.

«Le lettere», spiega la curatrice della mostra Clara Tosi Pamphili, «rappresentano un patrimonio sconvolgente per la sua carica emotiva, pieno di bellezza, come poteva concepirla solo la mente colta di chi aveva già costruito un tempio di carta scritta, con una delle più grandi biblioteche private del mondo, con una collezione di più di trecentomila preziosi libri».

La mostra, che non a caso prende il titolo dalla frase finale dell’ultimo fax inviato ad Armelle il 23 dicembre 2014, racconta di un mondo fatto di scrittura che, scorrendo parallelo alla vita reale, ha consentito a Lagerfeld di tenere viva per sempre la sua storia d’amore. «Jacques era l’unica cosa che dava un senso alle cose. Ha portato nella mia vita una sorta di scintilla che nessun altro potrà mai dare. Forse nella vita c’è una sola persona per te e basta». Lagerfeld non smetterà mai di parlare di Jacques, riconoscendogli il merito di aver ispirato, con quel mix di imprevedibilità e spontaneità tipico del suo carattere, la sua visione della moda e le sue prime creazioni.


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