Rimpasto, silenzi e mugugni: centrodestra siciliano ancora nel caos
Tace Fratelli d’Italia. Mentre Forza Italia si affida a un comunicato telegrafico. Se il termometro dell’apprezzamento della nuova giunta fosse quello delle dichiarazioni ufficiali, il bilancio del primo giorno dopo le nomine dei tre nuovi assessori lascerebbe prevedere un cammino più che accidentato per il governo all’Ars.
A differenza che in ogni altra occasione, il varo del governo non è stato accompagnato da note di apprezzamento da parte del principale alleato di Schifani. Fratelli d’Italia avrebbe voluto guidare la Sanità ma il no di Nino Minardo, neo commissario di Forza Italia, al cambio di deleghe ha bloccato le grandi manovre. Ora ai meloniani resta un’ultima chance, indicare il nuovo direttore generale del dipartimento Pianificazione Strategica, lasciato da Iacolino.
Nella chat del partito l’ordine è diplomatico: «Non commentare scelte di altri alleati», cioè di Forza Italia. E tuttavia il silenzio sul nuovo governo può essere letto come un mancato apprezzamento. Non che al proprio interno Fratelli d’Italia possa contare su una pax fra le correnti: anzi, la conferma di Elvira Amata al Turismo malgrado il rinvio a giudizio per corruzione, e il conseguente stop alle staffette fra assessori, ha lasciato molti delusi. Ma la scommessa dei meloniani è che il malessere verso il nuovo governo emerga dalle file forziste e non da loro. Da qui il silenzio su Marcello Caruso e pure sul ritorno della Dc con Nuccia Albano al Lavoro e sulla new entry dell’Mpa Elisa Ingala agli Enti Locali.
Per il resto, solo silenzi. Che aumentano il timore che i delusi dal rimpasto vadano a ingrossare le file all’Ars dei franchi tiratori, come accaduto in tutte le leggi votate negli ultimi mesi.
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