Calabria

Un ponte tra i giovani e le imprese in Calabria: ecco il “Career Day” di Unindustria

Pe due giorni – i prossimi 8 e 9 maggio – Catanzaro diventerà la “capitale” del lavoro. Unindustria ha scelto il capoluogo come sede del primo Career Day-Fiera del Lavoro, un evento che si propone di creare un ponte tra imprese e giovani calabresi, mettendo in contatto diretto oltre 100 imprese tra le più importanti aderenti al sistema confindustriale calabrese, con giovani, disoccupati, studenti, laureati e Istituzioni.
Perché il Career Day è un’opportunità per chi cerca lavoro?
«Perché mette in relazione diretta, nello stesso luogo e nello stesso momento, circa 120 imprese con quasi un migliaio di candidati. Non è un evento vetrina, ma uno strumento concreto di incontro tra domanda e offerta, con colloqui, orientamento e possibilità reali di selezione. Per chi cerca lavoro significa potersi presentare alle aziende. E sarà anche l’occasione per le aziende di farsi conoscere più da vicino dal territorio. È proprio lo schema in cui è previsto un contatto diretto tra lavoratori e aziende a essere una leva strategica perché aiuta a costruire rapporti personali, fondamentali per la creazione di relazioni professionali».
In quali settori è più marcato il mismatch tra domanda e offerta in Calabria?
«Il mismatch è trasversale, ma emerge con particolare evidenza nei settori che richiedono competenze tecniche e specialistiche: metalmeccanica, edilizia, Ict, sanità, agroalimentare, logistica e turismo. In molti casi le imprese non trovano figure già formate, oppure faticano a reperire profili con esperienza o con competenze aggiornate. È un problema che non riguarda solo le professioni alte, ma anche i ruoli operativi qualificati. In Calabria è reso più complesso a causa di un’emigrazione sempre più anticipata e frequente»
Non ritiene ci sia un deficit di investimenti in innovazione da parte delle aziende calabresi?
«Più che un deficit generalizzato, direi che esiste un differenziale strutturale rispetto ai territori più avanzati. Molte imprese calabresi sono consapevoli dell’importanza dell’innovazione: la prova sta nei numeri delle imprese che hanno fatto domanda di accesso agli incentivi per gli investimenti in impianti e macchinari e soprattutto per il bando in ricerca e innovazione, che prevedeva la collaborazione coi i centri di ricerca e con le università e che ha esaurito le risorse disponibili. Molte imprese hanno attivato sinergie e collaborazioni con le Università proprio nell’ottica dell’innovazione e dell’investimento tecnologico. Questo ci ha dimostrato che in Calabria non serve assistenzialismo, ma accompagnamento, incentivi semplici e misure che aiutino soprattutto le Pmi a fare il salto tecnologico, organizzativo e digitale».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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