I walkabout di Urban Experience
Quest’anno (dopo tanti anni al CoBrAgOr) per la festa del Primo Maggio si va a Fattoria Agricoltura Nuova (Via Valle di Perna 315) dove ci sarà un momento ulteriore (alle ore 10,30) di confronto sul progetto di #SilverCohousing agricolo.
Vi si tornerà a trattarne anche sabato 16 maggio con un walkabout per riflettere sulla progettualità di architettura rurale nel merito e sul campo, in un’azione che si sta curando nell’ambito dell’ IPER – Festival delle periferie.
Nell’IPER – Festival delle periferie Urban Experience condurrà walkabout anche
a Tor Marancia (9 maggio),
Corviale (22 maggio) e
Tor Sapienza (il 30 maggio), con un walkabout dal titolo “Birra e Salsicce” che andrà dal Museo-Archivio della Birra Peroni all’ex salumificio Fiorucci oggi diventato MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, il “museo abitato”). Stay tuned (ma nel frattempo prenota la radio scrivendo a info@urbanexperience.it).
E poi al Palazzo Merulana (Via Merulana 121) sono in corso le Interazioni curate da Gaia Riposati NuvolaProject nell’ambito del progetto ABITARE IL MUSEO. Mercoledì 6 maggio alle ore 19 c’è l’incontro con Carlo Infante su #IlPuntoDiVita.
L’uomo non è al centro del mondo, come Vitruvio amava pensare. Ne è una componente: è natura che fa cultura. Ciò comporta un divenire continuo del concetto di Cultura che come Natura è un participio futuro (nella lingua latina) per cui s’intende ciò che diviene. Proprio come accade con le tecnologie (da sempre) e da quando con l’avvento del virtuale quarant’anni fa s’è scoperto come si possa agire nella visione di un ambiente digitale interattivo. E si è capito di come si possa superare l’idea stessa di Punto di Vista per dare luogo a un “Punto di Vita”. Il dato significativo è che il punto di vita trova la sua più intensa e originaria espressione nell’esperienza teatrale dove lo spettatore stabilisce il proprio percorso esperienziale, diretto e autodeterminato. Viaggia con la mente all’interno di un evento che si articola su più piani, secondo il principio della sinestesia, selezionando psicologicamente l’azione in scena. La percezione e l’immaginario dello spettatore colmano la visione, chiudono il cerchio del teatro che si compie solo quando viene condiviso. E’ da qui che si prospetta un pensiero-azione che contempla l’invenzione di nuovi format ibridi, tra naturale e artificiale, che rilanciano l’ethos dello spettatore come protagonista dei processi del divenire culturale.
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