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Caso Rocchi, riprende quota l’ipotesi commissariamento della Figc

Nel day after del terremoto che ha travolto il sistema arbitrale italiano, l’epicentro del sisma rischia di allargarsi all’intera governance federale, dal vertice già sotto pressione dopo le dimissioni a inizio aprile del presidente Gabriele Gravina, agli apparati della giustizia sportiva, colpevole di aver sottovalutato, la scorsa estate, la denuncia dell’ex assistente Domenico Rocca da cui è scaturita l’indagine del pm di Milano Maurizio Ascione.

Se sul piano giudiziario si attendono gli interrogatori del designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, e del supervisore Var, Andrea Gervasoni (entrambi autosospesi), in programma giovedì 30 aprile, accusati di concorso in frode sportiva – contestazione che il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, ha definito poco chiara non essendo stata svelata l’identità delle altre persone coinvolte -, sul piano politico si torna a discutere infatti del commissariamento della Figc.

Quest’ipotesi, con l’avvio della selezione dei candidati in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno, aveva perso quota, ma con lo scoppio dello scandalo arbitrale sta circolando con rinnovata forza nei palazzi della politica romana. Già le considerazioni del ministro per lo Sport e giovani Andrea Abodi, che sabato 25 aprile ha commentato a caldo le prime indiscrezioni sull’inchiesta milanese, sono state molto chiare: «Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione». Auspicando di ricevere urgentemente notizie dal Coni, Abodi ha poi affermato: «Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze».

Una presa di posizione analoga è arrivata dalla Lega del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: «Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove».

Sempre domenica 26 aprile, chiamato in causa da Abodi, il procuratore federale Giuseppe Chinè, con una nota, ha precisato di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato da Rocca sul «presunto intervento esterno nella sala Var di Lissone del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma» e di aver svolto un’indagine chiusa però senza rilievi disciplinari – esito condiviso dalla Procura Generale dello Sport del Coni in sede di riesame – nel mese di luglio.


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