Calabria

Guerra, carburante e filiere: in Calabria il conto salato arriva in tavola

La Calabria rischia di restare imprigionata in una pericolosissima faglia. Un’incertezza economica nella quale si raccoglie tutta la malinconia di questo nostro tempo, segnato da un’arrampicata quotidiana che ogni famiglia è costretta ad affrontare con la spesa obbligata (cibo, bevande, beni energetici). E, spesso, tralasciando tutto il resto, compresi eventuali esborsi per il medico o per necessità diverse. Basterebbero le testimonianze di chi esce da un supermercato o da un negozio di ortofrutta, dopo aver pagato il conto, per comprendere l’umore di una sempre più afflitta civiltà dei consumi. Banche e finanziarie sono in allerta da tempo. La congiuntura rischia di non riportare in cassa il denaro di mutui e prestiti al consumo per le difficoltà dei debitori. Da quando è arrivata la guerra in Medio Oriente, e chi opera sui mercati sa bene che le guerre sono le madri di tutte le speculazioni, la gente vive di paure.

Il salasso a tavola

Assoutenti segnala rincari, soprattutto, dei generi alimentari freschi. Il caro-carburante ha fatto schizzare alle stelle i prezzi dei prodotti alimentari freschi che, come noto, viaggiano su gomma e risentono in modo diretto dell’andamento del prezzo del gasolio. L’associazione, che tutela i diritti dei consumatori con particolare attenzione ai servizi pubblici, ha realizzato uno studio attraverso l’elaborazione dei dati Istat per capire quali siano stati i beni più colpiti dai rincari dei listini alla colonnina del carburante. In testa ci sono le melanzane, che nell’ultimo mese registrano il rialzo più marcato, con un +21,5% su base annua. Seguono i piselli (+19,6%) e i frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more e ribes) in crescita del +16,3%. Aumenti consistenti anche per zucchine (+11,1%), limoni (+10,8%), fragole (+10,4%), legumi (+9,9%) e pomodori (+9%). Non si fermano carciofi (+8,8%), uova (+8,5%), carne bovina (+8,4%) e ovina (+7,2%), mentre cavolfiori e broccoli salgono del +7,2%, agrumi del +6,6% e peperoni del +6,4%. In crescita anche i beni non alimentari.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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