Nel ricordo di Anna, Giuseppe e Nicola: Catanzaro celebra l’81° anniversario della Liberazione
Un commosso minuto di raccoglimento ha aperto questa mattina le celebrazioni per l’81° Anniversario della Liberazione in Piazza Matteotti, a Catanzaro. Prima di dare inizio al cerimoniale ufficiale, il Prefetto, Castrese De Rosa, ha voluto rendere omaggio alla tragedia che ha scosso profondamente l’intera comunità: su suo invito, la piazza si è fermata in un silenzio colmo di dolore in memoria della madre che si è tolta la vita insieme ai suoi figli. Un pensiero rivolto alle vittime nel giorno in cui la città si stringerà attorno ai propri cari per l’ultimo saluto, con i funerali previsti per oggi pomeriggio alle ore 17 presso la basilica dell’Immacolata.
“L’anno scorso – ha detto il Prefetto – era lutto nazionale per Papa Francesco; quest’anno è lutto cittadino per la tragica scomparsa di questa mamma, mamma Anna, con questi due bambini. Ci appelliamo alla speranza per Maria Luce che ce la possa fare. Un pensiero innanzitutto ai familiari e un minuto di raccoglimento per ricordarli”.
La cerimonia
Superato il momento di profonda commozione collettiva, la manifestazione è proseguita con i saluti del sottosegretario di Stato all’Interno, l’on. Wanda Ferro, assente per motivi di salute, e delle massime autorità civili, militari e religiose. Sotto il Monumento ai Caduti, Catanzaro ha riaffermato i valori di libertà e democrazia che caratterizzano la festa nazionale.
L’evento si è svolto secondo il tradizionale protocollo:
* Schieramento dei reparti: plotoni interforze in armi hanno reso gli onori.
* L’ingresso dei Gonfaloni: Presenti le insegne della Regione Calabria, della Provincia e del Comune capoluogo, insieme ai labari delle associazioni combattentistiche e d’Arma.
* L’alzabandiera e la corona: Il prefetto De Rosa, ha deposto una corona d’alloro in memoria di quanti contribuirono alla Liberazione del Paese.
Unità nazionale e Memoria condivisa
Dopo la lettura della preghiera per la Patria, il Prefetto De Rosa ha tenuto un breve intervento sottolineando come il 25 aprile rappresenti ancora oggi il cardine della nostra Unità nazionale. La partecipazione di una scolaresca del convitto nazionale Galluppi ha dato un segnale forte di continuità, legando la memoria storica alle speranze delle giovani generazioni.
La manifestazione si è conclusa con gli onori finali, lasciando alla città un messaggio di riflessione che, quest’anno, ha unito indissolubilmente il dovere della memoria storica al dolore del presente.
Le parole del Prefetto
“Il 25 aprile – ha detto il refetto a margine della cerimonia – è una festa straordinaria per la nostra Repubblica. Quei principi che sono nati dalla resistenza sono codificati nella nostra carta costituzionale e noi da lì dobbiamo ripartire se vogliamo costruire un Paese migliore. Quindi, questi valori li dobbiamo trasmetter a questi ragazzi che stanno qui, le giovani generazioni, e far sì che si possa veramente aspirare alla pace per i tanti conflitti che insanguinano questo nostro mondo. Ricordo proprio quello che ci ha detto Papa Leone. E’ un Papa non può non dire quello che ha detto Papa Leone cheche se ne pensi. Ringrazio anche la Presidente Meloni per aver difeso il Papa, tutte le nostre forze politiche. Segno evidente che il messaggio morale che il Papa ci dà è un messaggio attuale. Quindi anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo ha ricordato ieri ricevendo le associazioni combattentistiche d’armi: il 25 aprile è la festa di tutti, una festa che non deve dividere. Non dividiamoci anche su questi valori importanti. Che sia la festa di tutti perché da lì noi siamo partiti e da lì abbiamo costruito questo straordinario Paese”.
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