Carcere minorile di Casal del Marmo, incendio nelle celle: agenti intossicati
Una nuova notte di tensione ha investito l’Istituto Penale per Minorenni di Casal del Marmo, dove un incendio divampato all’interno delle celle ha riportato al centro il tema della sicurezza nelle strutture detentive giovanili.
I disordini sono scoppiati nella serata di giovedì, quasi in parallelo con quanto accadeva a Rebibbia. Secondo le prime ricostruzioni, due detenuti avrebbero dato fuoco alle proprie celle, innescando un rogo che si è rapidamente propagato, rendendo inagibili alcuni ambienti e costringendo all’intervento urgente dei Vigili del Fuoco.
A fronteggiare l’emergenza sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria, i cosiddetti “baschi azzurri”, molti dei quali richiamati in servizio anche mentre erano liberi dal turno.
L’intervento si è rivelato particolarmente complesso: diversi operatori sono rimasti intossicati dal fumo sprigionato dai materiali incendiati, in particolare materassi e suppellettili, e sono stati trasportati in ospedale per accertamenti.
L’episodio riaccende le criticità già segnalate da tempo dai sindacati di categoria. Al centro delle preoccupazioni c’è la natura stessa dell’istituto, che ospita una popolazione eterogenea, con detenuti di età compresa tra i 14 e i 25 anni.
Una convivenza ritenuta problematica, soprattutto in presenza di soggetti provenienti da altri istituti dopo episodi di violenza, che finirebbero per concentrare nella struttura le situazioni più delicate.
A questo si aggiunge la carenza di organico, indicata come uno dei principali fattori di rischio. Secondo le organizzazioni sindacali, il numero di agenti attualmente in servizio non sarebbe adeguato a garantire un controllo efficace e continuo in un contesto così complesso.
Da qui l’appello a interventi immediati: rafforzamento del personale, redistribuzione dei detenuti più problematici e una revisione complessiva della gestione del circuito minorile.
Una richiesta che arriva dopo l’ennesimo episodio di tensione, in una struttura che, secondo gli operatori, si trova ormai a operare al limite della sostenibilità.
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