Bolzano, finti carabinieri le svaligiano casa: furto di gioielli per 8mila euro – Cronaca
BOLZANO. La truffa messa a segno nei giorni scorsi in città è sempre quella, collaudata e odiosa. Si presentano come militari dell’Arma, inventano una finta rapina o un incidente mai esistito, che magari ha coinvolto un familiare stretto per renderla ancora più drammatica. A quel punto nelle vittime si accendono paura e irrazionalità. E per i malviventi comincia la parte del copione più semplice: la richiesta urgente di soldi per un risarcimento o per saldare delle spese mediche. Così è rimasta raggirata una bolzanina di 60 anni lunedì pomeriggio, nel quartiere Don Bosco: ha accolto i sedicenti carabinieri in casa e le è stata svuotata la cassaforte di gioielli, oggetti preziosi e 8mila euro in contanti. Ora, dopo la denuncia in Questura, sono in corso le indagini per individuare i truffatori ma è un lavoro complicatissimo. Soprattutto dal momento in cui i balordi non utilizzano cellulari rintracciabili, ma si mettono a bussare fisicamente alle porte a caccia della prossima vittima.
I due truffatori si sono presentati alla porta dell’abitazione indossando tute sportive, giustificando l’assenza della divisa con la necessità di operare con rapidità in un presunto intervento d’emergenza. Con il solito tono di voce fermo e rassicurante, hanno spiegato alla vittima che era appena stata compiuta una rapina e che i banditi erano stati visti fuggire a bordo di un’auto la cui targa risultava identica a quella del marito della signora. L’allarme ha generato nella donna un immediato stato di ansia e confusione, permettendo ai sedicenti militari di guadagnare facilmente l’accesso all’appartamento.
La finta perquisizione
Una volta all’interno, i due hanno inscenato una perquisizione, sostenendo di dover verificare la presenza di prove o refurtiva che potessero in qualche modo essere state occultate dai rapinatori o che servissero a scagionare il nucleo familiare. Con estrema disinvoltura, hanno convinto la proprietaria di casa ad aprire cassetti, armadi e persino la cassaforte, fingendo di analizzare il contenuto come da protocollo investigativo. La signora, confusa dalla parlantina fluente dei due e dalla pressione psicologica della situazione, ha assecondato ogni richiesta, convinta di collaborare con la giustizia.
Soltanto dopo che i due uomini si sono congedati con cortesia, fingendo di dover proseguire le indagini altrove, la donna si è resa conto di cosa era realmente accaduto. Dalla cassaforte e dai mobili della camera da letto, come si legge nella denuncia, sono spariti non solo diversi monili in oro e oggetti preziosi dal grande valore affettivo, ma anche una somma in contanti pari a ottomila euro.
Sul caso indaga la polizia di Bolzano
Sotto shock per l’accaduto, la vittima si è presentata agli uffici della Questura per sporgere denuncia e fornire una descrizione dei due uomini. Gli inquirenti hanno avviato le indagini, analizzando le riprese dei sistemi di videosorveglianza della zona nel tentativo di intercettare la fuga dei malviventi.
I consigli contro le truffe
È bene ricordare che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro o beni di valore: è essenziale ricordare che agenti e militari, così come avvocati e altri rappresentanti istituzionali, non richiederanno mai somme di denaro o gioielli per “risolvere” situazioni legali o giudiziarie. Nel nostro ordinamento giuridico non esistono cauzioni per evitare l’arresto o per ottenere la libertà di una persona. Eventuali richieste economiche di questo tipo sono sempre false. Mai fornire dati sensibili o bancari: evitare di divulgare Pin, codici personali o informazioni su conti correnti, soprattutto per telefono o online. Le istituzioni bancarie e pubbliche non richiedono mai queste informazioni con tali modalità. Non fidarsi di sconosciuti: sia di persona sia al telefono, diffidate di chi si presenta come tecnico, incaricato pubblico o conoscente di famiglia e cerca di accedere alla vostra abitazione o ottenere denaro. Verificare ogni richiesta: se ricevete una chiamata che segnala un parente in difficoltà, non fatevi prendere dal panico. Contattate direttamente il familiare per verificare la veridicità della storia, e il 112 in caso di dubbi.




