Palazzo Dreher riapre dopo quasi 30 anni: Trieste ritrova un simbolo della città
24 aprile 2026 – ore 13:00 – Dopo quasi trent’anni di chiusura, riapre in anteprima alla città Palazzo Dreher, uno degli edifici più rappresentativi della storia urbana di Trieste. Chiuso dal 1997, il complesso torna accessibile al pubblico grazie a un intervento di riqualificazione curato da Reconsult, società internazionale attiva nella progettazione e nello sviluppo immobiliare. Situato nel cuore del centro cittadino, il palazzo è stato oggetto di un recupero che ha puntato a valorizzarne gli spazi e a ridefinirne le funzioni, mantenendo intatta l’identità architettonica e simbolica. L’iniziativa segna una riapertura temporanea in vista del completamento complessivo dei lavori, previsto per il prossimo anno. Alcune porzioni dell’edificio risultano già riqualificate e assegnate, mentre altre sono ancora interessate da interventi di ristrutturazione finalizzati alla futura destinazione d’uso. Da simbolo della Trieste mitteleuropea a spazio rimasto a lungo inattivo, Palazzo Dreher si ripresenta oggi come esempio di rigenerazione urbana, capace di coniugare tutela del patrimonio e nuove esigenze contemporanee.
L’intervento ha combinato recupero conservativo e adeguamento funzionale, con l’obiettivo di restituire alla collettività spazi destinati ad attività commerciali, imprenditoriali e residenziali. “L’approccio progettuale è stato guidato dalla volontà di valorizzare un patrimonio architettonico di grande qualità, intervenendo in modo misurato e non invasivo”, ha spiegato l’architetto Paolo Mascarello, socio di Reconsult. Realizzato nel 1910 come sede del Grand Restaurant Dreher, il palazzo rappresentò uno dei luoghi simbolo della socialità borghese nella Trieste asburgica. Nel corso del Novecento ha ospitato, tra le altre funzioni, la Borsa Valori e Merci, mantenendo fino alla chiusura una vocazione istituzionale e rappresentativa. In occasione della riapertura sarà inoltre presentata una pubblicazione fotografica dedicata all’edificio, che ne racconta la storia e la trasformazione attraverso immagini e contributi, con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio architettonico e culturale.
Articolo di Francesco Viviani




