Cultura

Spaceport – Cut The Lake

Earthbound space music. about you and me and everything in between” questa la definizione che gli Spaceport da Minneapolis danno della loro musica, un mix di indie rock, folk e pop che già caratterizzava il debutto “Window Seat” grazie a cui hanno catturato l’attenzione di Dave Simonett (Trampled by Turtles, Dead Man Winter) che li ha invitati ad aprire i suoi concerti.

Credit; Press

Stima e incoraggiamento che hanno spinto la frontwoman e multi strumentista Arianna Wegley, Todd Olson (batteria) e  Liam Moore (basso) ad essere più esigenti e ambiziosi con il secondo album “Cut The Lake” registrato ai Pachyderm Studios frequentati in passato da Beach House, Son Volt, Bully, Alkaline Trio e molti altri. Mura amiche per un disco più maturo e complesso rispetto all’esordio.

Aumenta il numero di strumenti utilizzati, oltre a chitarre, i sintetizzatori e il piano di Matt Olson, anche violoncello, clarinetto flauto e sassofono affidati a Kenan Serenbetz, la cornetta di Noah Ophoven-Baldwin, l’organo di Maren Day e la lap steel suonata da Dexter Wolfe. L’atmosfera fin da subito è meno giocosa, ma grintosa e dolente con le immagini evocative di “More Like You” in bilico tra noise e melodia.

“Lungs” più riflessiva e lineare torna alle radici con la lap steel a creare un gioco di luci e ombre che sottolinea il testo malinconico, l’indie pop dinamico di “Make Things Right” e l’intenso  indie rock di “City” rappresentano i due estremi tra cui si muovono gli Spaceport: città e campagna, la middle America che si guarda allo specchio tra confessioni e voglia di cambiare.

“One More Step” è uno dei brani più affascinanti per l’uso di fiati e archi, “Sugar Moon” sembra una ballata ma poi tira fuori le unghie in un crescendo distorto, “Unraveling” colpisce per la ricerca di melodie inusuali, “Switch” è puro sognante indie rock non a caso scelto come primo singolo, il finale è tutto per “Give Me Heat, Give Me Time” e “Fence” due pezzi mid- tempo che rivelano la natura avventurosa e appassionata di “Cut The Lake”.


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